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11.02.07

Corriere adriatico: Scontri al G8, niente processo per Pesciarelli

ttp://www.corriereadriatico.it:80/articolo.aspx?varget=F3DC6D156029F85EC71879858C53A0D5

Edizione del 11 febbraio 2007, oggi in edicola:
Prosciolto il figlio del preside di Economia, accusato di resistenza e
violenza alle forze dell’ordine
Scontri al G8, niente processo per Pesciarelli

ANCONA - Per Federico Pesciarelli gli scontri al G8 di Genova resteranno
una pagina nera della storia d’Italia. A strapparla dal suo diario
personale ci ha pensato il Gup del Tribunale di Genova, che ha deciso per
il non luogo a procedere nei confronti del 26 enne figlio del preside
della Facolt di Economia. Pesciarelli esce dall’inchiesta sui tumulti del
20 luglio 2001, il giorno in cui Genova fu messa a ferro e fuoco dagli
assalti dei black bloc e percorsa dalle tensioni per le cariche della
polizia, e Carlo Giuliani fu ammazzato. Pesciarelli, che era partito da
Ancona per manifestare accodandosi al corteo dei no-global in occasione
della riunione dei grandi della terra, era stato arrestato dalla polizia
con accuse non di poco conto: resistenza e violenza a pubblico ufficiale,
con l’aggravante di aver commesso quei reati nel mezzo dell’inferno dei
disordini.

La procura genovese gli contestava di aver scagliato oggetti contro tre
carabinieri e aver ingaggiato un corpo a corpo per non far scattare le
manette, tirando calci e dimenandosi. Diversa la versione dei fatti che il
giovane aveva raccontato appena tornato a casa. “Sono stato colpito alla
testa da un lacrimogeno. Ero stordito a terra, mi hanno caricato su un
cellulare e portato via, ma non ho fatto niente�.

Un suo amico aveva confermato quella ricostruzione dei fatti, giurando
sulla sua innocenza. “Era fuori dal gruppo, durante una carica si è
trovato scoperto�.

Federico, impegnato in politica nella lista universitaria Gulliver nella
sinistra giovanile, aveva trascorso tre giorni di carcere a Pavia.

Il suo nome era finito nel gruppone dei violenti, oltre cento manifestanti
fermati solo in quel maledetto 20 luglio. Nel bilancio di sangue figurano
anche i 180 no-global finiti all’ospedale e le decine di feriti tra le
forze dell’ordine. Poi dopo quattro anni da quell’avventura
indimenticabile e terribile, i pm genovesi Andrea Canciani e Anna Canepa
avevano notificato al giovane anconetano l’avviso di chiusura delle
indagini, seguito dalla richiesta di rinvio a giudizio. Il giudice per
l’udienza preliminare ha però deciso che Pesciarelli non merita il
processo.

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