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13.09.03

Corriere Adriatico, Violenze al G8, sono 73 i poliziotti indagati

Per il Centrodestra l'esame Ŕ appena iniziato e ci vorrÓ ancora molto tempo
prima di poter trarre le conclusioni

Violenze al G8, sono 73 i poliziotti indagati
Verso la conclusione l'inchiesta sulle tragiche giornate di Genova

GENOVA - Oltre due anni di indagini. Decine e decine di interrogatori.
Centinaia di pagine di fascicoli. E ieri un primo passo verso la
conclusione. La procura di Genova ha inviato 73 avvisi di fine indagine per
le inchieste sui fatti del G8. Archiviate, di fatto, le posizioni della
maggior parte degli indagati, la procura genovese sembra aver scelto di
accusare i dirigenti che hanno condotto la perquisizione alla scuola Diaz e
che si sono resi responsabili delle violenze.

Degli oltre 160 indagati per il blitz, restano imputate trenta persone. Per
l'altro filone erano stati emessi una settantina di avvisi di garanzia: da
ieri restano indagate 43 persone. Il pool di magistrati genovesi ha
confermato sostanzialmente le accuse alle forze dell'ordine. Trenta avvisi
sono stati emessi nei confronti di dirigenti, funzionari e capisquadra che
hanno partecipato al sanguinoso blitz nella scuola Diaz.

Quarantatre tra poliziotti, agenti della penitenziaria, carabinieri e
personale medico risultano invece indagati per le presunte violenze nei
confronti dei manifestanti rinchiusi nella caserma di Bolzaneto.

Secondo i pubblici ministero, trenta tra i principali dirigenti della
polizia dovranno essere processati per calunnia, falso, lesioni e abuso
d'ufficio. Sotto accusa, per quanto riguarda il blitz alla Diaz, la
fabbricazione di prove false come il clamoroso episodio delle molotov che
da corso Italia furono portate all'interno della scuola e il ferimento
simulato dell'agente Massimo Nucera. Capi d'imputazione per abusi, lesioni,
ingiurie, omissione di atti d'ufficio e omissione di referti per i presunti
episodi di violenza all'interno della caserma di Bolzaneto: tra gli
accusati Alessandro Perugini, che durante il G8 era il vice capo della
Digos genovese, e buona parte del personale medico, tra cui i dottori
Giacomo Toccafondi e Amoaldo Amenta. Nelle inchieste sui fatti del G8,
coinvolti nomi importanti delle forze dell'ordine: Francesco Gratteri,
attuale capo dell'antiterrorismo, il suo vice Gianni Luperi, il dirigente
bolognese Lorenzo Murolo, l'ex capo della Digos genovese Spartaco Mortola e
gli altri funzionari che hanno sottoscritto il verbale di arresto per i 93
manifestanti presenti nella scuola.

Nell'indagine sul filone Diaz coinvolti anche il capo della celere romana
Vincenzo Canterini e il suo vice Michelangelo Fournier, entrambi accusati
di lesioni gravi. Provvedimenti che il ministro dell'Interno Giuseppe
Pisanu ha comunque commentato come "un atto dovuto che segna la conclusione
di una fase investigativa da parte dell'autoritÓ giudiziaria".

LICIA CASALI

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