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09.03.06

Corriere della Sera: Bolzaneto, anche minacce a sfondo sessuale

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/03_Marzo/07/bolzaneto.shtml

Bolzaneto, anche minacce a sfondo sessuale
La deposizione di una 30enne ancora in cura per problemi psicologici. Ieri
l'agente carcerario

GENOVA - Prosegue la lunga maratona dei testimoni per i fatti del G8 di
Genova. In questi giorni vengono ascoltati i testi che si presentano come
parte lesa nell'udienza del processo per i fatti di Bolzaneto in cui sono
imputate 47 persone tra poliziotti, agenti carcerari, infermieri, medici e
carabinieri per presunte lesioni nei confronti dei giovani manifestanti
rinchiusi nella caserma genovese.

Tra le tante di questi giorni, drammatica la deposizione di Arianna S.,
una donna oggi di 30 anni, ancora in cura per i problemi psicologici
causati dall'esperienza vissuta nella casera genovese. La donna, sposata e
madre di un bambino, venne insultata dagli agenti, minacciata di stupro e
costretta a mettersi nuda in infermeria davanti ad agenti.

La giovane è stata sentita dai pm Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri
Miniati. «Fui trattata male anche in infermeria - ha raccontato - dove fui
costretta a spogliarmi nuda, con la porta aperta, davanti ad agenti,
nonostante avessi anche il ciclo mensile per cui avevo chiesto dei
pannolini». La giovane ha anche ricordato gli insulti a sfondo sessuale e
le minacce di stupro da parte di alcuni agenti. «Avevo molta paura in
cella - ha detto - perchè pensavo che davvero durante la notte mi
avrebbero violentata». Arianna in caserma aveva anche vomitato e solo
grazie ad un infermiere che si era impietosito di lei era riuscita ad
avere della carta per ripulirsi.

Altre testimonianze di botte, insulti e minacce sono state fornite nel
corso dell' udienza da altri tre giovani, Simone Remorgida, Enrico
Sciaccaluga, e Fabrizio Romanelli, tutti genovesi.

Ieri invece una teste del processo ha riconosciuto in una foto una agente
carceraria che davanti alla porta della sua cella scuoteva il capo in
segno di disapprovazione per il comportamento violento dei colleghi nei
confronti dei manifestanti detenuti. Dopo questo riconoscimento, i pm
Petruzziello e Miniati hanno annunciato che valuteranno se sentire
l'agente come teste dell'accusa.

Oltre all'agente carceraria dal comportamento «gentile e umano», la teste
Chiara Germanò, genovese, ha riconosciuto anche una poliziotta, Daniela
Cerasuolo, di Palermo, imputata nel processo per abuso di autorità su
detenuti (art.608 del codice penale). L'agente, secondo l'accusa, mentre
accompagnava la Germanò nel corridoio della caserma, avrebbe riso e
comunque non impedito le botte e gli insulti che la giovane riceveva al
suo passaggio. Nel corso dell'udienza ha deposto anche Marco Persico, un
giornalista free lance di Napoli, il quale ha raccontato degli abusi
subiti nella caserma ed in infermeria.
07 marzo 2006

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