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13.09.03

Corriere della sera, «Botte e false prove al G8»: accusati 73 poliziotti

dal corriere della sera

http://www.corriere.it

«Botte e false prove al G8»: accusati 73 poliziotti

Genova, conclusa l'inchiesta sul blitz alla Diaz e sulla caserma Bolzaneto.
«Non ci fu una resistenza violenta»


DAL NOSTRO INVIATO
GENOVA - Conclusa l'inchiesta sul blitz alla scuola Diaz e alla Pascoli e su
quanto avvenne alla caserma di Bolzaneto durante il G8 del luglio 2001 a
Genova. La Procura ligure ha inviato l'avviso di chiusura delle indagini a
73 persone tra dirigenti, funzionari e capisquadra della polizia. «Dei
presunti falsi, abusi e lesioni non devono rispondere i soldati, ma i
generali», sostengono i magistrati. Il provvedimento, firmato da sei
sostituti procuratori, ma non dal procuratore capo Francesco Lalla (che è in
ferie), è l'atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio. La difesa ha
20 giorni per chiedere interrogatori o nuovi accertamenti.


LE ACCUSE - Tra i destinatari degli avvisi ci sono Francesco Gratteri, ex
capo dello Sco e ora in servizio all'antiterrorismo, il suo vice Gianni
Luperi, all'epoca capo dell'Ucigos, e il dirigente bolognese Lorenzo
Murgolo. Sono indagati per falso, calunnia e abuso d'ufficio, reato quest'
ultimo mai contestato agli indagati. «Un'accusa - ha commentato Vittorio
Agnoletto - che conferma ciò che da sempre abbiamo affermato: chi avrebbe
dovuto garantire il rispetto dei diritti costituzionali, ha usato il proprio
ruolo per calpestarli». Gli indagati non hanno materialmente firmato i falsi
verbali, ma secondo l'accusa hanno indotto i poliziotti sottoposti a firmare
falsi verbali, nonostante fosse «palese la mancanza di presupposti per
operare un arresto in flagranza» dei 93 no global ammanettati nella scuola.
Secondo la Procura i dieci funzionari che hanno partecipato all'irruzione
alla Diaz hanno attestato falsamente «di aver incontrato violenta resistenza
da parte degli occupanti» che hanno lanciato pietre per impedire l'ingresso
delle polizia e hanno «ingaggiato violente colluttazioni con gli agenti,
armati di coltelli e armi improprie». Il capo della celere romana Vincenzo
Canterini e il suo vice devono rispondere di concorso in lesioni gravi con
il loro reparto e i capisquadra che la notte del 21 luglio 2001 erano
presenti all'irruzione della scuola.

MOLOTOV E GIUBBOTTO - Sono state due molotov «trovate» alla Diaz lo
strumento che ha consentito di accusare i 93 no global che dormivano nella
scuola. Prove «false e inventate», secondo la Procura. Quelle bottiglie
sarebbero state trovate dalla polizia in una traversa di corso Italia il
pomeriggio del 21 luglio. Affidate a una pattuglia di Canterini non sono mai
arrivate alla Digos, ma sono ricomparse in questura assieme alle altre
«armi» sequestrate alla Diaz. A portarle nella scuola sarebbero stati il
vicequestore Pietro Troiani e l'assistente Michele Burgio. L'avviso di
chiusura delle indagini è partito anche per l'agente Massimo Nucera,
accusato di falso e calunnia in concorso. Disse di essere stato accoltellato
da un no global al torace, e i suoi superiori avallarono il verbale della
sua ricostruzione. Ma la consulenza dei carabinieri del Ris ha accertato che
quei tagli sul giubbotto antiproiettile erano stati fatti ad arte. Per la
Procura anche questa sarebbe una falsa prova, come le armi sequestrate ai no
global, picconi e barre metalliche che in realtà provenivano dal cantiere
dell'istituto.


BOLZANETO - Una quarantina di avvisi riguardano invece l'inchiesta sulle
presunte vessazioni e abusi subiti dai manifestanti arrestati portati nella
caserma di Bolzaneto, alla periferia di Genova. Le accuse sono concorso in
Perugini, all'epoca numero due della Digos di Genova, la funzionaria Anna
Poggi e quattro medici, tra cui due donne. In generale, avrebbero
sottoposto i manifestanti a «trattamenti inumani e degradanti», o comunque
li avrebbero tollerati, compromettendo i loro «diritti umani». Decine di
detenuti denunciarono di essere stati schiaffeggiati, presi a calci e
pugni, fatti oggetto di sputi e insulti, talvolta di natura sessuale,
privati di cibo, acqua e sonno, costretti a restare con la faccia al muro e
le gambe divaricate per ore. Racconti confermati da dichiarazioni di un
infermiere in servizio a Bolzaneto durante il G8.
Cristina Marrone

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