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23.11.03

Il Giornale: G8, il magistrato di turno smentito anche da un film

G8, il magistrato di turno smentito anche da un film
Francesco Pinto aveva detto che con il capo della Digos parlò soltanto dei feriti

Diego Pistacchi
da Genova

Una dopo l'altra, le telefonate mettono in crisi i magistrati. La notte dell'irruzione alla scuola Diaz e l'arresto dei 93 antiglobal sono sempre state il fiore all'occhiello delle accuse rivolte alla polizia per le.violenze gratuite durante il G8. Ma ogni giorno che passa spuntano elementi che confermano come la polizia abbia sempre riferito tutto al magistrato di turno quella sera, nella fattispecie il pm Francesco Pinto. E magari che le indagini non sono state condotte in modo da verificare le versioni dei poliziotti interrogati. Tanto che per "sentire" che cosa aveva detto il capo della Digos, Spartaco Mortola, nei concitati momenti dell'irruzione, è stata affidata una perizia a un audioleso, a un non udente. I tabulati che provano le molte telefonate fatte quella notte dal pm Pinto non possono svelare il contenuto delle chiamate. E così il magistrato può ribattere: «Mortola non mi ha mai raccontato con precisione le cose, io mi informavo solo sui feriti». Smentito dai fatti. Da un filmato in mano alla procura. I tabulati dicono che Pinto ha chiamato alle ore 00.42 a un telefonino di un funzionario della Digos, facendosi di fatto passare il capo, Mortola. E da un filmato in cui si vedano Mortola che parla al cellulare e altri poliziotti attorno a lui spunta l'orario registrato dalla telecamera: ore 23.42. Il giallo non esiste. È stato già appurato che la telecamera non ha l'ora legale aggiornata, i tempi coincidono. Questo filmato è stato consegnato dalla procura ai Ris dei carabinieri, 1'11 settembre 2002, con l'incarico di «evidenziare anche la presenza di materiale sonoro riconducibile alle persone riprese». Ma i superesperti dell'Arma non ci riescono e ottengono la possibilità di «avvalersi di ausiliari e collaboratori», scegliendo per il compito il signor Umberto B., audioleso, come ausiliare tecnico per le «operazioni relative alla lettura dei movimenti labiali». Niente da fare. Il perito che non sente il sonoro ammette che «non è possibile risalire ad alcun periodo di senso compiuto», perché i soggetti «di interesse operativo» si girano e mostrano il volto solo a tratti. Ottenendo il filmato dalla stessa Procura, gli indagati sentono però chiaramente la frase del capo della Digos mentre parlando al telefono (con il pm Pinto) dice "Sì, sì, ci hanno provato". Il riferimento è al tentativo dei no global di accoltellare l'agente Nucera durante l'irruzione. Proprio Mortola l'aveva sempre detto, fin dal primo interrogatorio, senza mai essere creduto. E si spiegano anche le parole contenute nella sua memoria difensiva, depositata il 17 ottobre scorso dall'avvocato Maurizio Mascia, che suggeriva alla procura che «si sarebbe dovuto usare anche le orecchie, oltre agli occhi». Avendo sottoposto il video a un audioleso, la perizia non evidenziava cioè quello che prova la verità sempre affermata daggli indagati. Senza contare che sorprende la spiegazione dei Ris che si sarebbero soffermati sui «soggetti di interesse operativo», mentre l'incarico dei pm era relativo alle «persone riprese», cioè a tutte, senza scelta. Pinto, alla luce delle nuove prove, verrebbe smentito: lui quella sera era stato messo al corrente di quanto accadeva alla Diaz. Un nuovo motivo di imbarazzo che mette in discussione i teoremi dei magistrati. Anche perché lo stesso Pinto, che fa parte del pool G8 della procura, quella notte, all'1.02, subito dopo aver fatto molte telefonate ai poliziotti, ha ricevuto sul suo cellulare la chiamata di un altro magistrato, Vito Monetti, sostituto procuratore generale in Cassazione, e noto esponente di Magistratura Democratica. Una strana e non motivata telefonata che ha spinto l'avvocato Luigi Li Gotti, difensore del funzionario di polizia Francesco Gratteri, a chiedere di estendere le indagini sui tabulati delle telefonate di Pinto anche alle ore precedenti la mezzanotte. L'imbarazzo aumenta.

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