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11.07.07

il giornale Tornano i no global e in città è incubo G8

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Tornano i no global e in città è incubo G8

A volte ritornano. E con loro torna la paura. E tra processi, udienze, e
continue polemiche neanche ci si accorge che ormai sono passati sei anni
dalle giornate di Genova del G8. Eppure, l'attualità di quello che fu nel
2001 torna ancora più attuale. Eh sì, perché dal 19 al 22 luglio, ecco
pronta la prima grande commemorazione di massa di quei tragici giorni.
Qualcosa di più dei ricordi ed omaggi a Carlo Giuliani, il manifestante
deceduto in piazza Alimonda, mentre coperto in volto e con un estintore
tra le braccia, accerchiava con altri «colleghi» la camionetta dei
carabinieri su cui era in servizio il giovane Mario Placanica. E a
dimostrare che quest'anno sarà diverso, ci ha pensato la nuova sindaco.
Perché Marta Vincenzi, colei che con i no global in passato aveva pure
manifestato, non ha perso l'occasione di dire che è giusto così: quello
che fu il quartier generale di Casarini e compagni tornerà ad essere la
base-accampamento dei manifestanti anche quest'anno. Così, in un lampo di
nuova stagione, dopo cinque anni di pacifiche ricorrenze, ci si rituffa
nel passato, allo stadio Carlini di Sturla, ex stazione di regia degli
ormai noti uomini delle tute bianche - quelli che avevano annunciato il
saccheggio di Genova ancor prima di essere giunti in città - e dove
quest'anno verranno nuovamente ospitati i manifestanti. Come allora non
mancherà nulla: un'attrezzata tendopoli a bordo pista, bagni, docce calde,
minibar con bibite, panini e piatti freddi, nonché, naturalmente, uno
spazio al coperto per chi porterà materassino e sacco a pelo. Il costo?
Non è dato sapere. Da giorni il capogruppo di Alleanza Nazionale in
Regione Gianni Plinio ha scritto alla sindaco per sapere «se esiste un
contributo comunale ai no global» e soprattutto se è stato richiesto agli
organizzatori un deposito cauzionale «perché - dice Plinio - se spaccano
tutto di nuovo non possiamo pagarlo di nuovo noi cittadini». Eppure, al
momento, non sono arrivate risposte. Va un po' peggio a Raffaella Della
Bianca, capogruppo in Comune per Forza Italia che con tutti i consiglieri
d'opposizione di Tursi vorrebbe almeno essere informata di queste
disposizioni che decide la sindaco e la sua giunta senza informare il
Consiglio comunale.
«Possibile che queste disposizioni del sindaco non le possiamo mai
discutere in consiglio comunale» tuona Della Bianca. «Solo martedì
prossimo - aggiunge l'azzurra - potremmo discutere su quanto intende fare
Marta Vincenzi, ma solo perché mi sono imposta in riunione dei
capigugruppo per ottenere, quanto meno, una discussione sulle linee
programmatiche stabilite dalla sindaco».
Intanto, associazioni, movimenti, e organizzazioni no global si sono
chiamati a raccolta. Ma tra gli inviti e passaparola ecco arrivare primi
avvertimenti. I siti delle associazioni di estrema sinistra pullulano di
inviti e messaggi, quantomeno inquietanti: «Saremo di nuovo a Genova - si
legge sul sito dei Giovani Comunisti - non solo per ricordare, ma per
rincontrarci ancora, ritornare su quelle strade e riprendercele». Ma se la
conquista delle strade pare un innocuo grido di battaglia, subito dopo si
incassa il colpo: «Ritorneremo allo stadio Carlini per tre giorni di lotta
e liberazione». Lotta pacifica, si presume, o quanto meno si spera, ma la
parola pace, più che inflazionata per innumerevoli manifestazioni di
piazza recenti, questa volta proprio non si trova. Si trovano invece
riletture della storia recente, per un evento che si spera non diventi
storia futura. Sul numero dei manifestanti è però difficile azzardare
previsioni. Anche perché all'interno dei movimenti si registra una
divisione interna. Da un lato il Comitato Carlo Giuliani, guidato dai
genitori, ora politici, pronti a partire dall'ex quartiere generale dei
disobbedienti, dall'altro nuovi comitati nati dell'ex Genoa Social Forum
che vedranno attivo l'europarlamentare Vittorio Agnoletto. Numerose e
distinte le iniziative in programma. Particolare attenzione per i due
cortei annunciati dagli organizzatori: giovedì 19 sfilerà per le vie del
capoluogo il «corteo dei migranti» e il giorno seguente, il 20 luglio, la
manifestazione partirà dallo stadio Carlini per arrivare in piazza
Alimonda. Sabato notte una fiaccolata - a cui dovrebbero partecipare tutte
le fronde no global - raggiungerà la scuola Diaz.
Nel frattempo Plinio insorge: «Cortei di questo tipo mettono a serio
rischio attività commerciali e singoli cittadini». Per tale motivo, mentre
le forze dell'ordine si stanno attrezzando, lui e il consigliere comunale
Bernabò Brea hanno chiesto al prefetto e al questore di non autorizzare il
corteo del 20 per ragioni di ordine pubblico. «Non abbiamo ancora avuto
risposte - dice Plinio - ma abbiamo ancora un paio di giorni per sperare».

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