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12.03.08

il mattino Una assoluzione La procura: assenti nel codice norme adatte per azioni

Una assoluzione La procura: assenti nel codice norme adatte per azioni
così degradanti
PAOLA MATTARANA Genova. Settantasei anni, 4 mesi e 20 giorni di
reclusione: è la condanna complessiva chiesta ieri dai pm Patrizia
Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati al termine della lunga
requisitoria, durata sette udienze, per 44 imputati nel processo per le
violenze e i soprusi nella caserma della Polizia di Bolzaneto, durante il
G8 del 2001 a Genova. Oltre 200 sono state le testimonianze delle vittime.
Per uno solo dei 45 imputati, Giuseppe Fornasiere, ufficiale ispettore
della polizia penitenziaria, è stata chiesta l'assoluzione. Le pene
variano da 5 anni, 8 mesi e 5 giorni a 6 mesi di reclusione. Nessuno degli
imputati, tra ufficiali, funzionari, medici poliziotti, carabinieri,
agenti di polizia penitenziaria, però passer un solo giorno in carcere in
quanto la maggior parte dei reati, tranne il falso ideologico, saranno
tutti prescritti nel 2009. In caso di condanna inoltre interverr anche
l'indulto che estinguer le pene fino a tre anni. «Quello che avvenne a
Bolzaneto - hanno sostenuto i pm - fu un comportamento inumano e
degradante ma, non esistendo una norma penale, l'accusa è stata costretta
a contestare agli imputati l'art.323 (abuso d'ufficio) che comunque sar
prescritto nel 2009». L'unico reato per cui sono richiesti 10 anni per la
prescrizione è il falso ideologico. «Vi è stata una volont diretta -
hanno spiegato i pm - a vessare le persone detenute, a lederle nei loro
diritti fondamentali, proprio per quello che rappresentavano, in quanto
appartenenti all'area no global». «I capi ed i vertici di quella caserma -
hanno aggiunto - hanno permesso e consentito che in quei tristi giorni si
verificasse una grave compromissione dei diritti delle persone, ancora più
grave, perchè erano persone detenute». La pena più pesante, 5 anni, 8 mesi
e 5 giorni di reclusione, è stata chiesta per Antonio Biagio Gugliotta,
ispettore della polizia penitenziaria, in servizio nella struttura di
Bolzaneto nei giorni del G8 come responsabile della sicurezza. È accusato
di abuso d' ufficio e abuso di autorit contro detenuti. Pena di 3 anni e
6 mesi di reclusione invece è stata chiesta per Alessandro Perugini, ex
numero due della Digos di Genova, il funzionario più alto in grado
presente nella caserma, accusato di abuso d'ufficio e di abuso di autorit
contro i detenuti. Nei confronti di Massimo Pigozzi, assistente capo della
polizia di Stato, accusato di lesioni personali per l'episodio dello
«strappo» alla mano subita dal manifestante Giuseppe Azzolina, poi
suturata senza anestesia, i pm hanno chiesto la pena di 3 anni e 11 mesi
di reclusione. L'accusa ha chiesto inoltre pesanti condanne anche per i
cinque medici presenti nell'area sanitaria, tra cui per il responsabile e
coordinatore Giacomo Toccafondi, accusato di abuso di atti d'ufficio e di
diversi episodi di percosse, ingiurie e violenza privata. «Finalmente,
nelle stesse richieste del pubblico ministero al processo a Genova per i
gravissimi fatti avvenuti nella caserma Bolzaneto, c'è un riconoscimento
istituzionale che il comportamento delle forze dell'ordine durante il G8
di Genova è stato delittuoso», ha commentato il capogruppo del Prc al
Senato Giovanni Russo Spena.

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