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08.12.07

il messaggero G8, due imputati al processo: «Siamo anarchici e non riconosciamo il tribunale

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G8, due imputati al processo: «Siamo anarchici e non riconosciamo il
tribunale»

GENOVA (7 dicembre) - «In quanto anarchico, ritengo i concetti borghesi di
colpevolezza o innocenza totalmente privi di significato». Vincenzo Vecchi
ha esordito così oggi all'udienza del processo ai 25 no global accusati di
devastazione e saccheggio al G8 del 2001 in cui ha reso delle
dichiarazioni spontanee.

Due dei tre imputati che oggi hanno fatto dichiarazioni spontanee al
processo per i fatti del G8 si sono dichiarati anarchici e, come tali,
hanno sostenuto di non riconoscere come interlocutore il tribunale. Oltre
a Vecchi, Marina Cugnaschi ha spiegato che «in quanto anarchica non
riconosco come mio interlocutore l'apparato giudiziario, organo dello
Stato la cui unica funzione consiste nell'essenziale protezione delle
classi sociali privilegiate e nella difesa della proprietà privata».

Gli applausi del publico. Quindi sia Vecchi che Cugnaschi hanno aggiunto
di non riconoscere alcun potere al tribunale. «Con questo breve intervento
comunque non cerco né scappatoie né giustificazioni: per me sarebbe
assurdo anche il fatto che la corte decida che sia legittimo rivoltarsi,
non spetta ad essa», ha detto ancora Vecchi. E Cugnaschi ha citato gli
«innumerevoli tentativi da parte della magistratura e della stampa di
screditare e spoliticizzare davanti all'opinione pubblica gli imputati di
questo processo». Infine Vecchi ha concluso: «Non starò qui a dibattere
invece sul concetto di violenza, su chi la perpetra e su chi da essa si
deve difendere... perché reputo questa sede non è adatta per affrontare un
dibattito che è patrimonio del movimento antagonista al quale appartengo».
Quindi la conclusione in cui ha affermato di non aspettarsi niente dai
processi contro la polizia. L'intervento, come quello degli altri
imputati, è terminato con applausi del pubblico e con più grida «tutti
liberi», nonostante il presidente del tribuanle Marco Devoto abbia
redarguito più volte i presenti: «Non è il luogo».

Cugnaschi ha invece detto di «rivolgersi alle classi subalterne, a coloro
che subiscono la condizione alienante di sfruttati e oppressi
dall'avanzato e moderno sistema capitalista, sempre più spietato ed
escludente». «L'accusa di devastazione e saccheggio la rinvio direttamente
al mittente poiché offensiva e poiché non fa parte del mio bagaglio
storico politico», ha aggiunto. «Seppur cosciente - ha concluso - che come
nemica della vostra classe mi si infliggerà una pena severa poiché
portatrice di principi malsani assolutamente in contrasto con l'ordine
costituito, vi comunico che personalmente come lavoratrice salariata ho
avuto modo di conoscere i veri devastatori e saccheggiatori, i padroni, i
capi di stato, insomma tutta la classe dirigente di questo sistema infame».

Il processo è stato aggiornato al 14 dicembre prossimo, quando sono
previste le repliche dei pm e il tribunale potrebbe già riunirsi in camera
di consiglio. Oggi inoltre è stata depositata dai pm Anna Canepa e Alberto
Canciani una memoria corredata di fotografie

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