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17.09.06

Il riformista: Sì alla commissione su Genova MA SENZA MINACCIARE RICATTI

http://www.ilriformista.it/documenti/testofree.aspx?id_doc=72044

EDITORIALE
venerdì 15 settembre 2006

MA SENZA MINACCIARE RICATTI
Sì alla commissione su Genova


A costo di passare - horribile dictu - per fiancheggiatori di Rifondazione comunista, questo giornale torna a chiedere una cosa semplice semplice che già chiedemmo a
luglio. E cioè il varo di una commissione parlamentare d'inchiesta sui «fatti di Genova» del luglio 2001,
a governo Berlusconi neo-nato: riunione del G8 e disastrosi tumulti conseguenti, tra cui la morte del giovane Carlo Giuliani, l'irruzione della polizia nella scuola media "Diaz" e le violenze perpetrate a danno dei manifestanti, nei giorni seguenti, in quel di Bolzaneto.
Ce ne offre spunto - oltre a una richiesta che, ripetiamo, è fondata - una notizia di cronaca. E cioè che il partito guidato da Franco Giordano ieri ha (francamente) superato il segno minacciando la «crisi di governo» se la richiesta non fosse accolta. Una specie di «diktat», quello avanzato dal Prc per bocca della - peraltro brava, tosta e profonda conoscitrice dei fatti - Graziella Mascia,
capogruppo del suo partito nella commissione Affari Costituzionali alla Camera.
E diktat che segue - e questo è un altro fatto certo - le dichiarazioni degli onorevoli Massimo Donadi (Italia dei Valori), e Angelo Piazza (Rosa nel Pugno). I due parlamentari hanno infatti
annunciato che non voteranno a favore dell'istituzione della commissione d'inchiesta su Genova.
Particolare nient'affatto secondario se si considera che senza i voti di Idv, Rnp e Udeur - partiti che non hanno firmato la proposta di legge, solo da ieri iscritta nel calendario dei lavori della prima commissione della Camera - la commissione su Genova non ha alcun modo di nascere.
Per la piccatissima Mascia «l'istituzione della commissione sul G8 di Genova per noi è una questione dirimente: è nel programma di governo e vale quanto qualsiasi provvedimento di maggioranza. Se non ce la votano, noi non votiamo gli altri a cominciare dalla riforma dell'ordinamento giudiziario, la prossima settimana». Il problema che poniamo, sta nel fatto che la capogruppo di Rifondazione adotta, sul punto, gli stessi metodi che rimprovera all'Idv, alla Rnp e all'Udeur, partito del ministro Mastella («Perché lui non si deve sentire vincolato e io sì?»), e tra i più ostili alla commissione. Se è vero, infatti, come dice la Mascia, che «la questione politica c'è ed è enorme», e
che «chi ha firmato il programma dell'Unione dev'essere conseguente», è anche vero che il problema non può (e non deve) «essere di Prodi», con la conseguente minaccia di far cadere il governo, ma
della maggioranza unionista. Che un accordo si trovi, dunque, e che la commissione si faccia. Senza andare avanti a colpi di ricatti sulla tenuta del governo.
Ps. Possiamo capire l'Idv e l'Udeur, ma i radicali e i socialisti della Rnp che problema hanno, rispetto a una commissione d'inchiesta su Genova?

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