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15.11.08

la stampa L'agente pentito della scuola Diaz: «Assolti i mandanti del massacro»

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L'agente pentito della scuola Diaz: «Assolti i mandanti del massacro»
ALESSANDRA PIERACCI
ROMA

La Diaz è stata la vergogna della polizia, ma questa sentenza è la
vergogna della magistratura. Le assoluzioni hanno creato un clima che non
è bello, potrebbe provocare qualche testa calda. Se ne sono oltraggiato
io, figuriamoci gli altri, i feriti, i no global». Luigi Fazio, 56 anni,
ne ha passati oltre trenta in polizia, sempre operativo, ma poi ne è
venuto via «disgustato», per ritirarsi in campagna, a Roma.

Ha partecipato all’irruzione «sbagliata», quella alla scuola Pascoli,
accanto alla Diaz, dove si trovava il media center dei no global: è stato
condannato a un mese per aver «strattonato e piegato un braccio e colpito
al volto con una manata un giovane che era nella scuola, con l’aggravante
di essere un sovrintendente di polizia».

Perché la decisione dei giudici la indigna?
«Perché un ladro di polli prende tre mesi, mentre chi ha deciso e ordinato
l’irruzione nulla. Sono rimasti i poveracci. Sono stato forse io a fare
tutto da solo, sono stati Canterini e gli altri? C’ero io alla riunione in
questura per dare il via a un’operazione sconsiderata? Allora anche la
magistratura ha dimenticato quel massacro, se oggi 10-15 capi
d’imputazione sono sfumati. Al mio legale, l’avvocato Diego Perugini, il
pm ha detto che io ero quello che c’entrava meno di tutti, ma lui non
poteva permettersi di perdere i pezzi. Beh, ora hanno perso tutto.Tra
pubblico ministero e giudici hanno fatto un pasticcio».

Ma lei non è pentito di quella notte?
«Io non ho il manganello insanguinato e sono certo che se fossi entrato
alla Diaz avrei cercato di fermare chi picchiava. Anzi, se avessi avuto io
responsabilità di una decisione, mai avrei autorizzato un’irruzione nelle
scuole in quella situazione, nel clima di quei giorni. Però non mi sono
potuto rifiutare. All’inizio avevo pensato che ci fosse stato magari un
buon servizio di intelligence. Invece niente, un fallimento. Adesso voglio
essere onesto: mi sono pentito anche di essere entrato alla Pascoli, però
c’ero solo io? C’erano due funzionari responsabili, commissari, ispettori
capo. Alla fine tutto a tarallucci e vino, paga solo Fazio, per un
riconoscimento per di più sbagliato».

Che cosa ricorda di quelle ore?
«I feriti che uscivano o venivano portati fuori. In un primo momento ho
pensato davvero che ci fossero stati degli scontri, con i poliziotti che,
attrezzati e addestrati, avessero avuto decisamente la meglio. Ma
sanguinavano a decine, poi ci sono stati giornali e tv, non credevo ai
miei occhi. Così mi sono vergognato, io che in tutta la mia carriera non
ho mai sparato un colpo, nemmeno quando ho catturato rapinatori di banche.
Quella non era la mia polizia. E dopo questa sentenza non so che dire, mi
sto perdendo, non riesco a capire. E’ come se i giudici avessero deciso
che quel massacro non c’è stato. Durante l’inchiesta, mi sono sentito dire
da qualche dirigente che era meglio non partecipassi a operazioni di
ordine pubblico, vista la mia posizione... Avevo giĂ cominciato a pagare
solo io. Così me ne sono andato. Meglio la mia campagna, coltivare l’orto
come faceva mio padre in Calabria. Io no, io a 16 anni scaricavo cemento a
Torino. Oggi mi godo la mia bambina e qualche amico. Ho una pensione da
1600 euro. Polizia e magistatura non sono stati buoni con me, ma Dio sì

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