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04.07.08

La Stampa Processo di Genova: "L'irruzione alla scuola Diaz fu un vero massacro"

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200807articoli/34472girata.asp

Processo di Genova: "L'irruzione alla scuola Diaz fu un vero massacro"
Sangue sui muri della Diaz, nella notte tra il 21 e il 22 luglio '01

Il pm Albini racconta i pestaggi subiti dai no global inermi nel luglio del 2001 Se approvato emendamento al decreto Sicurezza, il processo rischierebbe la sospensione. Agnoletto: «Ignobile»
GENOVA
L'irruzione della polizia nella scuola Diaz a Genova, il 21 luglio 2001,
«E¨ stato un massacro». Lo ha detto il pm Francesco Cardona Albini,
all'inizio della requisitoria di oggi, nel processo che si tiene nell'aula
bunker del tribunale. «E' stato questo massacro - ha aggiunto - e non
certo il reato associativo contestato dalla polizia, ad accomunare le 93
vittime di questo processo, di varie nazionalita' , che prima neppure si
conoscevano». Il pm ha parlato poi dello sfondamento dei cancelli delle
scuole da parte dei poliziotti, ripreso da telecamere poste sul tetto
della scuola adiacente Pascoli da parte di cineoperatori che si trovavano
al centro stampa.
Il magistrato ha raccontato che il primo poliziotto a sfondare la porta e¨ stato un agente del 7/O Nucleo Sperimentale di Roma riconoscibile dalla divisa blu e dalla foggia del casco. Il pm prosegue poi nella sua requisitoria raccontando i pestaggi subiti dai no global inermi che si trovavano alliinterno della Diaz.

Il pm Enrico Zucca, nella sua requisitoria per la sanguinosa irruzione
della polizia alla Diaz, ha citato invece il giudice inglese Lord Denning,
per sottolineare quanto sia stato difficile fare indagini sui poliziotti a
causa della loro omertà . La requisitoria è iniziata senza alcuna eccezione
da parte dei difensori, nonostante il processo rischi la sospensione, se
venisse approvato dalla Camera l'emendamento al decreto sicurezza. Contro
questa possibilitĂ si e¨ scagliato l'eurodeputato Vittorio Agnoletto,
portavoce del Genoa Social Forum ai tempi del G8, secondo il quale «E¨
fondamentale che il processo sulle violenze alla Diaz si concluda e non
venga sospeso a causa della salva premier». «Al tempo il governo
Berlusconi fu complice delle violenze e oggi cerca di bloccare il
processo».

Citando il giudice inglese Lord Denning, il pm Zucca ha raccontato che
bloccò una causa civile contro dei poliziotti «perche' - argomentò - se
fosse vero quello che dicono le parti lese, condannate per un attentato a
Birmingham, vorrebbe dire che i poliziotti si sarebbero resi responsabili
di falsa testimonianza, di minacce e violenza e che le condanne erano
sbagliate». «Sarebbe - disse il giudice - una vista cosi' terrificante che
ogni persona nel Paese direbbe: non e¨ giusto che queste azioni
proseguano». Undici anni dopo pero' riconobbe l'errore. Il pm, riferendosi
al processo in corso, ha spiegato:«Noi riteniamo di aver usato prudenza
nelle indagini, ma ora chiediamo alla giustizia rigore. Invochiamo ordine
e legge per il rispetto delle persone e dei diritti».

«Il G8 nel suo complesso è stato messo fuori da questo processo - ha
sottolineato - perchè ci siamo dovuti concentrare sui fatti». Il pm ha
quindi citato il prefetto Ansoino Andreassi, responsabile del G8 a Genova
fino all’arrivo del prefetto Arnaldo La Barbera, il quale nella sua
deposizione spiegò che all’origine della perquisizione nella scuola Diaz
vi fu la ricerca da parte delle forze dell’ordine del riscatto del loro
operato e della loro immagine offuscata dai disordini e dalla morte di
Carlo Giuliani. Andreassi inoltre rivelo' che fu deciso dall'alto e dai
vertici presenti a Genova di intraprendere un'azione piu' efficace nei
confronti degli autori di reati che avevano caratterizzato le giornate del
vertice e che avevano messo in crisi l'operato delle forze dell'ordine.

Il pm ha poi contestato, citando anche alcune deposizioni dei testi della
difesa, che ci sia stata una sassaiola da parte degli occupanti la scuola
Diaz contro una pattuglia della polizia. L'episodio per l'accusa e¨
importante perche¨ la sassaiola e¨ stato il motivo addotto dai vertici della
polizia per decidere l'irruzione nella scuola che sfociò nella «macelleria
messicana» e nell'arresto di 93 manifestanti. Il pm ha ricostruito poi
cosa avvenne fuori della scuola prima dell'irruzione: giovani picchiati a
manganellate perche¨ tentarono di fuggire all'arrivo della polizia. Tra
questi il giornalista free lance inglese Mark Cowell che solo un
poliziotto «buono» riusci' a salvare. «Mi sembrava - ha riferito Cowell,
oggi presente in aula - di essere un pallone a cui ognuno voleva dare un
calcio».

Il giornalista inglese riconobbe anche dei carabinieri presenti davanti
alla scuola prima dell'arrivo della polizia. Cowell riporto' ferite molto
gravi, tra cui la rottura della mascella e di tutti i denti, e venne
ricoverato per 45 giorni. «La sera del 21 luglio in via Cesare Battisti e
nelle vie limitrofe alla scuola - ha aggiunto il pm - non vigeva neppure
il codice penale». Tra i 29 imputati figurano alti vertici della polizia
quali Francesco Gratteri e Giovanni Luperi, all'epoca rispettivamente
direttore dello Sco e vice direttore dell'Ucigos, e Gilberto Caldarozzi,
vice direttore Sco, Spartaco Mortola, capo della Digos di Genova, Vincenzo
Canterini, comandante del VII Nucleo sperimentale del I Reparto Mobile di
Roma. Tra il pubblico era presente Heidi Giuliani, madre di Carlo, il
ragazzo morto in piazza Alimonda. Il Pg Luciano Di Noto ha fatto una
fugace apparizione nell'aula. La requisitoria prosegue domani per poi
concludersi il 10 luglio con le richieste di condanna.

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