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26.09.07

Lavoro G8, la "verit├ " di Perugini "Mai visto botte a Bolzaneto"

Repubblica Genova

Sentito per due ore l┬┤ex numero due della Digos: "Se avessi percepito
qualcosa di strano, sarei intervenuto"

G8, la "verit├ " di Perugini "Mai visto botte a Bolzaneto"

"Non ricordo assolutamente di aver assistito a percosse, ma in alcuni
momenti mi sono assentato dal mio ufficio"

MASSIMO CALANDRI

ALESSANDRO Perugini durante il G8 era il funzionario di polizia pi├╣ alto
in grado nella caserma di Bolzaneto. Doveva controllare e coordinare
l┬┤arrivo dei manifestanti fermati. Sei anni pi├╣ tardi ricorda di non aver
notato nulla di ┬źstrano┬╗, allora. O quasi. Interrogato in aula per due
ore, ammette che ┬źil clima complessivo era difficile┬╗. La situazione s┬┤era
┬źnegativamente evoluta┬╗, riconosce. Ma tutto sommato, le cose sono filate
lisce. Perch├ę, giura, ┬źsono certo che se avessi percepito qualcosa di poco
chiaro, sarei intervenuto┬╗.
Questione di punti di vista. Per la procura di Genova, invece, Perugini
consent├Č che trecento e passa no-global fossero sottoposti ┬źa misure
vessatorie e a trattamenti inumani e degradanti┬╗. E┬┤ il primo dei 47
imputati ad essere ascoltato davanti al presidente Renato Delucchi. Deve
rispondere delle accuse di abuso d┬┤autorit├ contro arrestati o detenuti,
di violenza, percosse, abuso d┬┤ufficio. Incalzato dai pm Patrizia
Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati, ieri si ├Ę sostanzialmente difeso
allargando le braccia. ┬źEro troppo impegnato nella trattazione degli atti
per vigilare, ma comunque non mi pare di aver visto nulla di irregolare┬╗:
questa la tesi, supportata da episodi che dovrebbero al contrario
sottolineare la sensibilit├ del funzionario, sollecito ad ascoltare le
lamentele dei fermati, ad offrire loro acqua da bere, ad organizzarne
l┬┤arrivo in modo da alleviarne i disagi. Pronto a prendersela con un
collega che alza troppo la voce. Perugini una magagna la confessa: ┬źI
fotosegnalamenti dei fermati andavano a rilento, i tempi di permanenza
nella struttura si erano allungati a dismisura┬╗. E per├▓: niente torture,
dita spezzate o "comitati di accoglienza", nessuno insultato, preso a
calci od umiliato, tantomeno obbligato a gridare "Viva il Duce". Neppure
una canzoncina fascista. ┬źNon ricordo assolutamente di aver assistito a
percosse ma in alcuni momenti mi sono assentato dal mio ufficio┬╗. E quando
gli chiedono se avesse assistito a malori del manifestanti, risponde
sereno: ┬źNon direttamente. Ma ho avuto segnalazione di una persona che
stava male in infermeria, per cui era stato necessario l┬┤intervento di
un┬┤ambulanza. Non so perch├ę stesse male┬╗. Insomma, ad ascoltarlo non si
capisce bene perch├ę la procura abbia imbastito un processo del genere. E
per├▓, una piccola cosa almeno salta fuori: Perugini rammenta che entrando
in una cella c┬┤erano alcuni fermati - ┬źNon pi├╣ di una decina┬╗ - che
avevano le braccia in alto e la faccia rivolta al muro. ┬źC┬┤era anche
personale della Polizia di Stato, mi parve tutto in regola┬╗. Quando gli
ricordano dei gas lanciati nelle celle, risponde di ┬źnon essersi
preoccupato di fare indagini┬╗. ┬źC┬┤erano centinaia di agenti┬╗. ┬źNo, non ho
fatto nessuna segnalazione┬╗. ┬źSabato organizzai il pranzo dei poliziotti┬╗.
┬źNo, non mi occupai di far mangiare i fermati┬╗.
Le due ore di interrogatorio scivolano via senza particolari tensioni.
Alessandro Perugini, che nel 2001 era il numero 2 della Digos - gi├ agli
ordini di Spartaco Mortola - oggi ricopre un incarico di vertice in una
questura piemontese, dopo essere rimasto a lungo nel capoluogo ligure a
dirigere l┬┤ufficio personale su indicazione del questore Oscar Fioriolli.
Ha i capelli grigi, l┬┤approccio gentile ed elegante che lo ha sempre
contraddistinto. Quando un avvocato gli chiede se a Bolzaneto furono
portati anche dei minorenni, ne ricorda uno solo: ┬źPer questioni
personali┬╗, aggiunge amaro. Parla di Bruno Mattana, che all┬┤epoca era un
ragazzino di 15 anni: quello con l┬┤occhio mostruosamente gonfio di sangue,
pestato per bene davanti alla questura da un gruppo di uomini tra cui si
distingueva bene lo stesso Perugini - il filmato fece il giro del mondo -
che in jeans, maglietta gialla e scarpe scamosciate gli vibrava al volto
un tremendo calcione. Ma questa ├Ę un┬┤altra storia, una storia di violenze
ed arresti illegali per cui il funzionario ├Ę imputato in un secondo
procedimento.

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