Home Page

23.06.07

Lavoro Repubblica 21 luglio, l´anniversario del blitz De Gennaro chiamato in procura

Repubblica Genova

A sei anni esatti dalla notte della Diaz potrebbe verificarsi la
convocazione-chiave del processo
21 luglio, l´anniversario del blitz De Gennaro chiamato in procura
G8, il capo della Polizia interrogato in una data-simbolo
MARCO PREVE

Potrebbe proprio essere il 21 luglio, la stessa data del blitz alla scuola
Diaz, il giorno dell´interrogatorio in procura a Genova per Gianni De
Gennaro, capo della polizia in scadenza di mandato e indagato dai piemme
del capoluogo ligure, che lo accusano di istigazione e induzione a falsa
testimonianza. In altre parole, lo sospettano di essere il manovratore
occulto che avrebbe convinto l´ex questore di Genova Francesco Colucci a
modificare la sua versione dei fatti circa alcuni contatti telefonici e
disposizioni organizzative della notte del 21 luglio 2001. Una
rivisitazione delle sue precedenti dichiarazioni a verbale, avvenuta nel
corso di una delle udienze del processo Diaz che vede imputati 29 tra alti
funzionari e agenti della polizia, e che è costata all´ex questore della
Lanterna una denuncia per falsa testimonianza. De Gennaro, che è difeso a
Roma dall´avvocato Franco Coppi e a Genova è assistito dall´avvocato Carlo
Biondi, dovrebbe essere sentito entro la fine del mese di luglio dai
sostituti Francesco Cardona Albini ed Enrico Zucca e dal procuratore
aggiunto Mario Morisani.
Va detto che il caso Colucci rientra in una serie di episodi processuali
che erano stati duramente sottolineati anche dagli avvocati delle parti
offese. E cioè, un susseguirsi di testimoni dai ricordi spesso vacillanti,
fumosi. Come quelli di Roberto Sgalla, all´epoca capo ufficio stampa della
polizia, che in aula l´8 febbraio disse tra le altre cose «non ricordo con
precisione l´ora del mio arrivo, a sensazione di orologio direi poco dopo
mezzanotte... «. Senza parlare poi della decisione di Lorenzo Murgolo,
alto funzionario la cui posizione venne archiviata, che il 17 maggio
decide di avvalersi della facoltĂ di non rispondere nonostante il 3 di
maggio, l´ex questore Colucci lo avesse indicato come uno dei coordinatori
dell´irruzione. E ancora la scelta - che seppur assolutamente legittima
non può non stupire quando viene adottata da chi ricopre ruoli importanti
nelle istituzioni - di non sottoporsi all´esame incrociato di accusa e
difesa è la strada scelta da tutti gli imputati ad eccezione di Vincenzo
Canterini e Michelangelo Fournier, i dirigenti del nucleo antisommossa.
Una decisione, quella di Fournier di confessare, seppur in ritardo, di
aver assistito con i suoi occhi "ad una macelleria messicana", che ha
lasciato sorpresi gli avvocati del collegio di difesa che fino ad allora
erano riusciti a mantenere un´unica linea di condotta. In questo quadro si
inserisce la telefonata tra Colucci e un collega che viene intercettata
dagli inquirenti genovesi nel corso di un´altra inchiesta. Nel dialogo
l´ex questore collegherebbe la sua deposizione a precise direttive del
"capo". Quanto basta, ma in realtĂ pare che ci siano altri elementi a
carico del prefetto, per iscrivere al registro degli indagati De Gennaro.
E proprio uno principali sostenitori ed estimatori del capo della polizia,
il deputato Ds Luciano Violante, ieri ha annunciato, nella sua veste di
presidente, che nella prossima seduta della Commissione Affari
Costituzionali della Camera, che si terrĂ il 5 luglio, si tornerĂ a
parlare della commissione parlamentare d´inchiesta sul G8 di Genova, uno
dei punti contenuti nel programma elettorale del centro sinistra che ha,
però, sempre trovato forti resistenze all´interno dei partiti di
maggioranza.

.
.