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12.06.06

Lavoro Repubblica: Se il Parlamento decide di non seppellire il G8

Se il Parlamento decide di non seppellire il G8
NON sappiamo ancora se il nuovo Parlamento deciderÓ di istituire quella Commissione d┤Inchiesta che i fatti del G8 a Genova avrebbero giÓ suggerito da quasi cinque anni, cioŔ dal fatidico luglio del 2001. ╚ un Parlamento a leggera maggioranza di centro sinistra e la Commissione d┤Inchiesta Ŕ appena stata sollecitata dal deputato di Rifondazione Luigi Malabarba, l┤operaio di Seveso che tra pochi giorni lascerÓ il suo seggio alla madre di Carlo Giuliani, la giovane vittima genovese di quei tragici giorni. Una staffetta segnata da un┤operazione di memoria, di testimonianza sulla quale si pu˛ anche continuare a discutere, ma che ora viene marcata dalla richiesta della inchiesta parlamentare della quale domani si occuperÓ la Commissione Affari Costituzionali. La Destra e soprattutto Alleanza nazionale si Ŕ giÓ levata come un sol uomo contro l┤ipotesi di investigare con i poteri parlamentari sul G8 genovese. L┤Unione ha taciuto e si aspetta con un po┤ di curiositÓ quale sarÓ il suo atteggiamento. Qualcuno pu˛ sostenere che il G8 Ŕ giÓ storia passata, magari tragica, pu˛ isolarne le sequenze violente di quei giorni - la morte di Carlo, ucciso per legittima difesa da un carabiniere, le devastazioni della cittÓ da parte del black bloc, le violenze di Bolzaneto sugli arrestati, i blitz della polizia alla scuola Diaz - in una emergenza "totale" con un nuovo governo, quello di Berlusconi, appena insediato. Tutto questo avveniva prima dell┤11 settembre, in fondo, quindi in un mondo molto diverso e poi non c┤Ŕ la magistratura genovese che sta indagando e processando da cinque anni?
La giustizia ordinaria si Ŕ impegnata molto: quelle dodici inchieste iniziali hanno praticamente monopolizzato il lavoro di tutta la Procura, fino a sfociare nei processi sui quali ora aleggia un po┤ lo spettro della prescrizione. Tutte quelle violenze, quelle devastazioni, quelle illegalitÓ da una parte e dall┤altra, senza colpevoli senza sentenze? Il G8 Ŕ stato certamente il fatto pi¨ "forte" del Dopoguerra a Genova. ResterÓ nei libri di Storia, come il 30 giugno del 1960, come la nascita del primo centro-sinistra a Tursi nel 1961, come la figura del cardinale Giuseppe Siri, il nostro quasi-papa, forse come qualche pagina del terrorismo delle Brigate Rosse, in particolare il sequestro del giudice Sossi e l┤omicidio, appena ricordato, nel suo trentennale, del Procuratore generale Francesco Coco.
Dobbiamo, allora, solo accontentarci di qualche spizzico di giustizia, sfuggito al cronometro micidiale della prescrizione? Il caso pi¨ doloroso della morte di Carlo Giuliani Ŕ stato archiviato giÓ da tempo con tutto un carico di dubbi
Ma il resto ├Ę appeso a processi complicati che con i loro nomi marcano
quei tragici giorni, quelle sequenze sulle quali la politica ha chiuso il
sipario. Incominciamo dalle "violenze di strada", Genova messa a ferro e
fuoco dai black bloc, un fiume di violenza in una citt├ che non si pu├▓
dimenticare, sbarrata dalla zona rossa e da quella gialla, percorsa da
cortei di 300 mila, con quelle frange dure, il fuoco, le fiamme, le
devastazioni: migliaia di fotografie, di filmati, un┬┤inchiesta
macroscopica, una caccia per tutta l┬┤Europa agli uomini in nero, dietro
quei passamontagna. Quanti saranno alla fine puniti? Oggi il procedimento
relativo ├Ę "sospeso" perch├ę il presidente del Tribunale che lo aveva in
mano ├Ę stato nominato al Consiglio Superiore della Magistratura.
E poi le violenze delle forze dell┬┤ordine nella caserma di Bolzaneto, dove
il ministro della Giustizia, il leghista Castelli, and├▓ nella notte delle
torture a battere la mano sulle spalla di quelli che pestavano gli
arrestati, li tenevano in ginocchio, gli strappavano i piercing, li
minacciavano: Il processo ├Ę quello che pi├╣ degli altri rischia il colpo di
spugna della prescrizione.
Si arriva, quindi, alla scuola Diaz a quel blitz insensato di cui si ├Ę
scritto e ricostruito tutto, dall┬┤impossibilit├ di attribuirne la
responsabilit├ decisoria a qualcuno dei papaveri della polizia presenti a
Genova in quei giorni, alla costruzione delle prove false, come le due
molotov fabbricate dalla polizia per giustificare l┬┤assalto e il pestaggio
sanguinoso. Processo in corso, fiume di testimonianze e di polemiche,
tempi incerti...
Restano, nell┬┤immane lavoro dei giudici, altre vicende, magari pi├╣
specifiche, come quella del vicequestore Perugini, accusato di avere
massacrato a calci il ragazzino romano, divenuto con la sua faccia
trasfigurata l┬┤emblema delle violenze subite dai manifestanti.
Alla fine il pacchetto decisorio della giustizia ordinaria sar├ formato da
qualche brandello di verit├ scaturito da questi procedimenti oramai vicini
al lustro di durata, minacciati dal colpo di spugna.
Ci si pu├▓ accontentare? Si pu├▓ seppellire quei giorni sui quali si sta gi├
posando la polvere, se non della storia, della cronaca stravissuta con
questo esito giudiziario? ├ł stato scritto e pensato molto, quando le
ferite del G8 erano ancora aperte e sanguinanti da una parte e dall┬┤altra
degli schieramenti politici: la giustizia arriver├ , la politica dribbla
tutto e non ha interesse a approfondire. Non ci si poteva aspettare che
l┬┤allora nascente governo Berlusconi-Fini si impegolasse a scoprire perch├ę
certi ordini erano stati dati su come gestire l┬┤ordine pubblico nella
piazza infiammata del G8, perch├ę certe garanzie costituzionali si
dovessero ritenere in qualche modo sospese a incominciare dai diritti
della difesa, perch├ę fossero commessi macroscopici errori quali spedire i
carabinieri ragazzini, come lo sventurato Placanica nella tempesta degli
scontri, mentre i battaglioni degli esperti, il Tuscania, sbagliava strada
nel meandro di Genova, perch├ę, a G8 praticamente chiuso fosse stato
concesso al Reparto Celere, in tenuta "atlantica", di fare la sua
spedizione punitiva, perch├ę Bolzaneto, intesa come caserma di Ps, fosse
stata preventivamente trasformata se non in un lager in qualcosa di
"cileno" o sudamericano, perch├ę quelle cariche selvagge sugli inermi in
Piazza Manin o le botte indiscriminate di Ps e carabinieri a donne,
bambini e famiglie in Corso Italia e quel terrore diffuso con i reparti
speciali che marciavano percuotendo gli scudi con il manganello. E che
dire della facilit├ "infiltrativa" con cui i black bloc erano arrivati in
citt├ , armati, mascherati, organizzati?
Oggi viviamo in un altro mondo, le emergenze anche in questa citt├ sono
molteplici e impegnano i politici e gli amministratori in modo tale che
accertamenti come questi potrebbero essere un lusso. Ammesso e non
concesso che valori come, la giustizia, la democrazia stiano ancora a
cuore a qualcuno. E che l┬┤accertamento della verit├ sia, comunque, un
valore su cui costruire quella politica che oggi appare spesso solo
occupazione del potere, conflitto interno ed esterno a maggioranze e
partiti, sfida economica e non anche ricerca di giustizia. Non ├Ę un caso
che il silenzio anche da Sinistra copra la richiesta di quella Commissione
sollecitata dall┬┤operaio Malabarba.
franco manzitti

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