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16.09.03

Mercantile, Lo sfogo degli agenti genovesi dopo i 73 avvisi di garanzia

dal mercantile

Lo sfogo degli agenti genovesi dopo i 73 avvisi di garanzia
Noi poliziotti della Diaz infangati per pochi violenti

"Non e' giusto che per poche mele marce vengano criminalizati tutti i
poliziotti. Alla scuola Diaz a sbagliare sono stati solo gli alti dirigenti
romani che si sentivano onnipotenti e hanno esautorato i capi genovesi.
Quell'operazione andava svolta, ma non in quel modo, e senza mandare in
prima linea i "macellai" del reaprto celere di Canterini.
LO SFOGO E' lo sfogo dei poliziotti genovesi che presero parte
all'irruzione nella sede del Genoa Social Forum di Genova. Agenti che
hanno rischiato e, forse, rischiano ancora di essere indagati per quel
servizio che passera' alla storia come un'azione autogol. La notizia dei
73 avvisi di fine indagine inviati dai magistrati per l'assalto e gli
arresti illegali alla Diaz nella quetura di Genova non hanno sorpreso
"Hanno colpito nel mucchio per non colpire nessuno e non e' giusto perche'
i veri responsabili di quell'assalto ci sono e potevano essere individuati."
GLI ERRORI Il primo errore e' stato esautorare dai comandi il questore e i
dirigenti digos e squadra mobile di Genova "Che poter poteva averee il
questore Colucci se davanti al suo ufficio era stata creata una stanza per
ospitare un vice - capo della polizia?" Stesso discorso per i dirigenti e
il numero 3 della Digos Mortola e Di Sarro e per il capo della Mobile Nando
Dominici. Dirigenti indagati perche' erano li', ma che di fatto quella
drammatica notte del luglio 2001 non avevano nesusna possibilita' di pesare
nelle decisioni piu' importanti, perche' scavalcati naturalmente dai
superiori arrivati dalla Capitale. "Alti dirigenti che apparivano come
marziani calati improvvisamente tra noi - ricordano ancora negli uffici di
via Diaz - Sapientoni malati di onnipotenza, ma che in realta' si sono
dimostrati superficiali e incapaci."

L'IRRUZIONE L'autogol in quell'azione che si credeva essere un blitz
mostre e' stato cosi' quasi inevitabile "Purtroppo i magistrati hanno
scelto la strada piu' veloce e grossolana. Invece di scovare chi davero ha
deciso quell'irruzione hanno indagato tutti qurelli che avevano apposto la
firma, anche i dirigenti Mortola, Di Sarro e Dominici che non potevano non
firmare. Le loro colpe state quelle di non capire cosa era realmente
successo e credere che comunque conveniva firmare perche' quello poteva
essere il colpo della vita, da promozione..."

GLI ABUSI Si racconta che l'allora capo della mobile Dominici, ora vicario
della questura di Brescia, fosse stato informato del blitz solo ad
irruzione iniziata. "E' cosi' era in questura e quando fu accompagnato in
via Cesare Battisti chiese agli agenti cosa stava succedendo." L'errore
principale e' stata l'organizzazione "Non bisognava inviare in prima linea
il reparto speciale di Canterini che doveva essere usato solo come cordone
di sicurezza attorno all'istituto. L'irruzione doveva essere affidata a
professionisti piu' adeguati: gli investigatori della digos e della mobile.
La tecnica d ausare era consolidata, semplice: dopo aver circondato la
scuola, una decina di agenti, con tanto di dirigente in testa, dovevano
bussar alla porta per chiedere di svolgere una perquisizione. Non sarebbe
successo nulla. In caso contrario avremmo avuto ogni giustificazione a
mandare avcanti i duri del reparto mobile di Canterini ed usare le maniere
forti. Invece si e' deciso di puntare sul fattore sorpresa irrompendo nel
cortile e spaccando il cancello con un mezzo blindato. Una partenza che ha
innescato un'esclation difficile da controllare...

"LE "BESTIE"Una volta nella scuola, mentre qualche agente sbagliava
istituto irrompendo nelle aule dell'istituto di fortne alla Diaz, qualche
poliziotto ha esagerato:
"Ci sono stati degli eccessi da parte degli uomini di Canterini.
Specialmente al seocndo piano da dove ci avevano accolto con delle pietre,
sono state pichiate persone gia' immobilizzate. Ma e' tutto riconducibile
allo sbaglio iniziale: se mandi avanti gli armadi del reparto degli
"Invincivili" non puoi aspettarti un servizio diverso. Quelli sono celerini
vecchio stampo abituati a frotneggiare gli ultra' degli stadi e non avezzi
a svolgere perquisizioni.
LA COLTELLATA Ai poliziotti fa rabbia anche sentire dire che nella Diaz i
black block non ci sono mai stati.
"Anche noi abbiamo trovato degli zaini con dentro delle tute nere." Nessuna
giustificazione per i tentativi di delegittimare l'žirruzione con delle
prove false. "Anche se era evidente che non erano state preparate a
tavolino, perche' usare una molotov gia' repertata in un altro servizio e'
una sciocchezza possibile perche' compiuta in fretta, senza pensarci su.
Stesso discorso per la falsa coltellata che avrebbe ricevuto un colelga:
noi siamo poliziotti ci siamo subito accorti che la storia non reggeva come
ha confermato la preizia."
I BLACK BLOCK I poliziotti ricordano anche come era nata l'operazione
della Diaz. "Era gia' da due giorni che ci cghiedevano di fermare e
controlare in modo accurato ogni manifestante sospetto per verificare se
era in possesso di armi o di abiti neri. La percezione che nelle scuole di
Albaro ci potessero essere delel tute nere e' arrivata quando una volante
transitando sotto le finestre dell'istituto e' stata fatta oggetto di un
lancio di pietre e monetine."
L'amarezza piu' grande degli agenti e' accorgersi che la gaffe della Diaz
ha riabilitato e quasi cancellato la violenza dei black block "La polizia
invce non dimenticatelo e' composta da gente corretta per bene."

michele vari'


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