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25.11.05

Secolo xix: G8, il medico racconta «Era tutto sporco di sangue»

G8, il medico racconta «Era tutto sporco di sangue»
Il processo contro i poliziotti per l'irruzione nella scuola Diaz

Genova. E' stato il primo medico a raggiungere il corpo riverso a terra di
Carlo Giuliani. Massimo Costantini ha testimoniato ieri nel processo
sull'irruzione nella scuola Diaz dove sono imputati 29 poliziotti. Ha
fatto fatica a esternare il suo racconto, il medico che faceva parte
dell'organizzazione del Social Forum durante il G8 genovese. Ha fatto
fatica soprattutto a contenere la forte emozione che lo assale, ha
spiegato ai giudici, ogni volta che ricorda alcuni episodi che visse
all'interno delle strutture Pascoli-Diaz. «Sono stati tre i momenti che,
dopo il 20 luglio 2001, sono divenuti il mio incubo - ha spiegato Massimo
Costantini rispondendo alle domande del pm Enrico Zucca - Ancora oggi non
riesco a rammentarli senza essere profondamente coivolto. Il primo è stato
quando mi trovavo nell'ambulatorio allestito nella scuola Pascoli. Ad un
tratto sono arrivati decine di poliziotti in divisa, con casco e
manganello. Sembrava di vivere un film di guerra. Il secondo momento che
non riesco a cancellare dalla mente fu quando quei poliziotti incontrarono
sulla loro strada un ragazzo che, spaventato, appena li vide alzò le
braccia. Ma loro lo colpirono duramente. Erano tre, ma forse più, i
poliziotti che lo pestavano. Il poveretto cadde a terra: uno di loro gli
sferrò un violento calcio nella pancia. Ero talmente fuori di me - ha
raccontato ancora - che ho chiamato l'avvocato Alessandra Ballarini che mi
aveva lasciato il suo numero se avessi avuto bisogno di un legale. E le
dissi: venga presto, qui ci ammazzano tutti. Il terzo momento
incancellabile è stato quando sono salito nella palestra della Diaz per
vedere se c'erano ragazzi feriti. Non mi ero reso conto che erano già
stati portati via. Davanti ai miei occhi uno spettacolo agghiacciante: sul
pavimento della palestra un letto di sacchi a pelo e mille oggetti tipo
accampamento: spazzolini, biancheria, diari, pupazzi la maggior parte dei
quali erano macchiati di sangue. C'era un quadernino che era intriso di
sangue. Non so come dire: era chiaro il violento pestaggio subìto da quei
ragazzi».
Prima del medico era stato ascoltato come teste Ronnie Brusetti, che nei
giorni del G8 organizzò il mediacenter nella scuola Pascoli. Il giovane ha
raccontato che i poliziotti sfondarono la porta nonostante fossero state
messe due cattedre a protezione e subito cominciarono a picchiare. «Ci
dissero - ha spiegato Brusetti - di metterci faccia a terra con le mani
alzate, ci dissero che ci avrebbero massacrati».
Ieri, nell'aula della Corte d'Assise, si celebrava anche il processo sulle
violenze nella caserma di Bolzaneto: un'udienza tecnica in cui si è
parlato soprattutto di gratuito patrocinio. L'avvocato Vaccaro ha posto il
problema di un suo assistito, un poliziotto che guadagna 12 mila euro
l'anno: per ottenere il gratuito patrocinio non bisogna superare i 9.200
euro. «Ma - ha sostenuto il legale - in un processo dove sono previste 300
udienze, come può chi guadagna mille euro al mese pagarsi un avvocato per
l'intero procedimento?»
Elisabetta Vassallo
25/11/2005

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