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17.05.05

Secolo xix: G8 violenze in caserma sono 45 i rinviati a giudizio


G8, violenze in caserma sono 45 i rinviati a giudizio
Il magistrato ha fissato l'inizio del processo per il 12 ottobre dopo due anni e sette mesi di indagini


Genova «Non si vede come costringere una persona a chinare la testa dentro un vespasiano possa costituire una "misura di rigore non consentita". Tali azioni non perseguono il fine di limitare e controllare la libertà di una persona, ma solo di umiliarne la personalità». In dodici pagine fitte di osservazioni, è l'unico punto in cui il gip Maurizio De Matteis pare indulgere in emozionalità.
Dodici pagine di annotazioni tecnico-giuridiche, poche righe per stabilire che gli imputati per le violenze, le vessazioni, le sopraffazioni nella caserma di Bolzaneto saranno processati. Tutti gli abusi denunciati dai no-global che, nei giorni del G8 del luglio 2001, furono arrestati e trasportati negli edifici della caserma del reparto mobile, trasformata per decreto in carcere provvisorio. Quarantasette erano le richieste dei pubblici ministeri Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati. Quarantacinque sono state accolte dal giudice (che, in cinque casi, ha alleggerito però la posizione personale degli indagati, sfrondando il capo di imputazione di alcuni reati); un agente è stato prosciolto, un altro ha già chiesto e ottenuto di essere processato con il rito abbreviato. Tutti appartenenti al personale della polizia penitenziaria, della polizia di stato, dei carabinieri; ci sono anche cinque medici. Il processo inizierà 12 ottobre.
I nomi più noti: il vicequestore Alessandro Perugini, allora numero due della Digos di Genova; il generale della polizia penitenziaria Oronzo Doria; Biagio Antonio Gugliotta, ispettore della polizia penitenziaria, responsabile della sicurezza del centro di detenzione. Le accuse, articolate e differenti per le diverse posizioni, sono di abuso d'ufficio, violenza privata, falso ideologico, abuso di autorità contro detenuti o arrestati, violazione dell'ordinamento penitenziario e della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.
Quanto è durata l'inchiesta? Due anni e sette mesi: iniziò nell'agosto 2001 e si concluse con la richiesta di rinvio a giudizio del 12 maggio 2004. Le parti lese, i no global, i manifestanti anti-globalizzazione arrestati e detenuti nel carcere provvisorio di Bolzaneto, sono 255. Vennero arrestati durante gli scontri nelle strade che fecero da contrappunto al vertice dei Grandi del luglio 2001; ma anche nella scuola Diaz, teatro del violento blitz finito, anche questo, nel mirino dei magistrati.
Dopo la decisione del gip, le reazioni. Il senatore di Rifondazione Francesco Martone torna a chiedere «l'istituzione di una commissione di inchiesta parlamentare che faccia luce sulla gestione dell'ordine pubblico durante il vertice». Per Vittorio Agnoletto, ex portavoce del Genoa Social Forum, «coloro che sono stati rinviati a giudizio devono essere sospesi dall'incarico». Alfredo Biondi, vicepresidente della Camera e difensore di undici sottoufficiali dei carabinieri, ammette: «Sono amareggiato per la decisione di rinviare a giudizio i carabinieri, colpevoli di avere fatto il loro dovere, essendo stati comandati a presidiare la caserma di Bolzaneto nei giorni drammatici del G8 di Genova». Poi la stoccata: «Loro sono stati ritenuti responsabili di omissione, mentre il magistrato Sabella, che sovrintendeva l'intera operazione, è uscito tranquillamente dalla vicenda. Ne riparleremo in tribunale». Per Alfonso Sabella, infatti, i pm genovesi hanno chiesto l'archiviazione.

Elisabetta Vassallo


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