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13.02.04

Secolo xix: Gli alleati dell'Ulivo: «Basta teatrini Impossibile governare con il Prc»

dal secolo xix

Gli alleati dell'Ulivo: «Basta teatrini Impossibile governare con il Prc»


Per il caso di Genova si muove anche la direzione nazionale di Rifondazione comunista. La decisione della giunta comunale? «I rresponsabile». Dunque, pieno appoggio alla segreteria provinciale, che chiede a sindaco e maggioranza di ritirare il documento. Dice il partito di Bertinotti: «Siamo da sempre impegnati con tutto il movimento dei movimenti a batterci per l'affermazione della verità sui fatti del G8 di Genova: in quei giorni intervenne una sospensione della democrazia». Don Andrea Gallo commenta: «Non capisco la scelta del Comune. Quei 26 hanno preso parte ai disordini, ma non hanno certo sfilato con i tamburini e i teschi. I black bloc sono arrivati col loro piano, hanno devastato la città e se ne sono andati. Serve una commissione d'inchiesta».
Bruno Pastorino, segretario di Prc a Genova, questa volta usa la parola «crisi» per quanto sta accadendo in maggioranza. L'assessore Dante Taccani ha chiesto ieri in giunta di riaprire la discussione sulla delibera («Anch'io l'ho sottovalutata») sul piano politico. La reazione dei colleghi è stata molto tiepida. Arcangelo Merella ha ribattuto: «Un conto sono i pacifisti, un altro i black bloc. La costituzione di parte civile è il minimo che si potesse fare». Claudio Montaldo è sulla stessa linea: «Si tratta di un atto dovuto, che è stato gonfiato oltre ogni ragionevolezza. Rifondazione si dovrebbe chiedere anche cosa pensano i genovesi: io ho ancora nel cuore la morte del pensionato costretto a lasciare la sua casa perché qualcuno ha bruciato la banca sopra a cui abitava».
Il segretario dei ds Mario Tullo parla a sua volta di atto dovuto: «Dobbiamo difendere i centomila che hanno manifestato pacificamente, se i 26 imputati saranno giudicati innocenti, la decisione della giunta non avrà effetto. L'atteggiamento di Rifondazione aiuta? Credo di no. Abbiamo chiesto la commissione di indagine sui fatti di Genova, non abbiamo niente da farci perdonare».
Ma nei ds non tutti la pensano allo stesso modo. Fulvio Molfino è intervenuto durante l'incontro fra il vicesindaco Ghio e i no global per annunciare che si dissocia dalla delibera di giunta: «E' un atto che ha assunto una valenza politica e che non abbiamo discusso, incoerente con tutto quello che abbiamo approvato finora». Gabriella Biggio condivide: «La pratica è stata gestita male». Massimo Casagrande è d'accordo: «Un dibattito era opportuno». Anche il capogruppo Franco Maggi avrebbe preferito discutere prima, ma non ha dubbi sul sindaco Pericu: «Ha dato dimostrazione durante il G8 di come la pensa». Però Casagrande ce l'ha anche con Rifondazione, come molti altri della maggioranza: «Non possono giocare su tutti i tavoli, che escano dalla giunta se gli sta stretta». L'assessore Marta Vincenzi: «Non è accettabile che ci siano forze politiche che stanno un po' in aula e un po' fuori. E alla faccia dell'educazione alla pace abbiamo assistito dal pubblico a comportamenti inac
cettabili. Ognuno ha fatto teatro, ne è uscita a pezzi la democrazia, nell'assenza totale della politica. E mi stupisce che nessuno si sia reso conto che la polizia non può entrare nell'aula del consiglio».
Il più duro contro Rifondazione è Claudio Gustavino, capogruppo della Margherita: «I consiglieri di Rifondazione non hanno posato solo le magliette, hanno dimostrato assenza assoluta del senso del governo e delle istituzioni, mandando in prima linea trenta ragazzi senza maturità politica e mettendosi dietro di loro. Sarà molto difficile continuare a lavorare insieme. Anch'io voglio la verifica, qui siamo all'abc dello stare insieme». Per Gustavino l'atto della giunta è«responsabile e sensato»: «Di inaudito ci sono state semmai le devastazioni». Tirreno Bianchi dei Comunisti italiani attacca a sua volta Rifondazione: «Se qualcuno lancerà la proposta delle dimissioni degli assessori dalla giunta, la sottoscrivo. L'autosospensione non è altro che il teatrino della politica. Pastorino sta insieme ai no global ma poi Rifondazione prende i dividendi della giunta, le cariche negli enti. Così non ci sto più». Nel merito, anche Bianchi però si dice contrario alla delibera «così com'è
fatta». Cristina Morelli dei Verdi boccia la violenza («Difendere chi danneggia è estremizzare il movimento»), ritiene la delibera inevitabile ma sollecita analoghi atti per i fatti della Diaz e di Bolzaneto, mentre Ottavio Cosma di Italia dei Valori parla di una delibera sbagliata («Era un atto politico, non amministrativo»), ma a sua volta giudica «inaccettabile» la contestazione in consiglio comunale.

A. Pl.

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