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12.03.08

Secolo xix La sinistra: «Questo Stato non prevede il reato di tortura»

Secolo xix

La sinistra: «Questo Stato non prevede il reato di tortura»
le reazioni

Critici nei confronti dei magistrati i sindacati di polizia: «Tutto fa
pensare a una giustizia a senso unico»

12/03/2008
Genova. «Ora anche l'Italia deve riconoscere il reato di tortura». Un coro
pressoché unanime si leva dalla sinistra dopo le richieste di pena
presentate dai sostituti procuratori di Genova, Patrizia Petruzziello e
Vittorio Ranieri Miniati, per i fatti che si verificarono nella caserma di
Bolzaneto durante il G8 di Genova. Secondo i pm, ci furono comportamenti
inumani e vessatori, ma al massimo è stato possibile contestare l'abuso
d'ufficio. «È necessario che il prossimo Parlamento metta tra le sue
priorità l'approvazione del provvedimento che introduce il reato di
tortura in Italia», sottolinea Patrizio Gonnella, presidente
dell'associazione "Antigone" che si batte per i diritti nelle carceri. «La
proposta di legge -ricorda - è stata approvata alla Camera nel dicembre
2006 e licenziata dalla commissione giustizia del Senato nel luglio 2007.
Avrebbe dovuto approdare in aula nei giorni della crisi ma è stata
lasciata morire. Eppure si tratta di un disegno di legge rapido da
approvare perchéè la semplice traduzione della definizione di tortura
presente nella Convenzione Onu del 1984 che l'Italia ha già ratificato».
Sulla stessa lunghezza d'onda Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa
social forum ai tempi del G8. «Al dramma per le violenze che si
consumarono a Bolzaneto si aggiunge la beffa - afferma - dall'84 al 2001 i
governi italiani non hanno trovato né il tempo né la volontà per recepire
nella legislazione italiana quanto previsto dalla Convenzione Onu contro
la tortura». Torna anche la richiesta di commissione parlamentare
d'inchiesta. A sollevarla sono il capogruppo del Prc al Senato, Giovanni
Russo Spena, e la senatrice Haidi Gaggio Giuliani (Sinistra Arcobaleno),
madre di Carlo ucciso da un carabiniere a piazza Alimonda, proprio durante
il G8. «La gravità delle accuse contestate alle forze dell'ordine e a
tutti i responsabili delle violenze fisiche e psicologiche inflitte a
Bolzaneto, dimostra, una volta di più, la necessità di indagare più a
fondo su tutta la gestione complessiva delle giornate del G8 genovese»,
sostiene. A difesa degli imputati si levano le voci dei due maggiori
sindacati di polizia penitenziaria, Sappe e Osapp. «Le richieste di
condanna fanno pensare a una giustizia a senso unico - afferma Leo
Beneduci, Osapp - per cui eventuali responsabilità vengono attribuite,
come sempre, agli ultimi». Il sindacato di polizia Siulp sottolinea invece
che «tali responsabilità vanno ad inquadrarsi nel contesto più ampio di
una azione di polizia a difesa dell'integrità dei cittadini di Genova,
messa a repentaglio durante il G8 da migliaia di facinorosi».
I. Vi.

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