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29.09.07

Secolo xix Libero per il pm, prigioniero della polizia in caserma a Bolzaneto

Secolo xix

Libero per il pm, prigioniero della polizia in caserma a Bolzaneto
Genova, processo al G8


L'uomo che era accusato
di resistenza a pubblico ufficiale aggravata dal lancio di oggetti è stato
definitivamente assolto


29/09/2007
Genova. Prigioniero nella caserma di Bolzaneto nonostante la Procura gli
avesse firmato un decreto di liberazione. Rimase dodici ore, in piedi, con
il viso rivolto al muro Massimo Binetti, 50 anni, uno dei manifestanti
arrestati dalla polizia nei giorni del G8 con l'accusa di resistenza a
pubblico ufficiale aggravata dal lancio di oggetti. «Accuse infondate», ha
sentenziato il tribunale assolvendo l'imputato e accogliendo la richiesta
dello stesso pubblico ministero Francesco Pinto. Il caso ha voluto che il
pm dell'udienza, fosse lo stesso che liberò Binetti rendendosi conto
dell'assenza di elementi concreti contro di lui. Nonostante ciò, la
polizia lo tenne in cella e i sostituti procuratori Anna Capena e Andrea
Canciani, mesi dopo, richiesero il suo rinvio a giudizio. Il processo si è
chiuso mercoledì con la piena assoluzione di Binetti, assistito
dall'avvocato Stefano Bigliazzi.
Binetti è parte lesa e teste nel processo di Bolzaneto contro i poliziotti
violenti che gestirono nella caserma la detenzione degli arrestati.
Processo arrivato ieri all'udienza numero 147, nella quale è stato
ascoltato uno degli imputati, l'ispettore della polizia penitenziaria
Antonio Biagio Gugliotta, in servizio nella struttura nei giorni del G8
del 2001 come responsabile della sicurezza, accusato insieme ad altre 44
persone: «In mia presenza non ho assistito ad alcun episodio di violenza»,
ha detto l'imputato, assistito dagli avvocati Alessandro Vaccaro e Nicola
Scodnik. Non solo. Gugliotta ha precisato di essere stato responsabile
della sicurezza solo per quanto riguardava tre locali. «Il clima che c'era
a Bolzaneto - ha detto Gugliotta - era di grande confusione. Nessuna
vessazione in mia presenza, solo qualche sfottò». Ha poi aggiunto che le
persone fermate stavano in piedi con la faccia rivolta verso il muro
quando erano davanti all'ufficio immatricolazione o all'infermeria perché
non si incontrassero tra di loro.
«In un solo caso - ha precisato - mentre ero di spalle ho sentito un
rumore e un lamento. Ne ho dedotto che un poliziotto avesse tirato una
gomitata o un calcio a uno dei fermati. Ho gridato e un ispettore si è
avvicinato e mi ha detto che se la sarebbe vista lui con l'agente».
Gugliotta, che è comandante della polizia penitenziaria di Taranto, ha poi
negato di aver usato violenza contro alcuno dei fermati.
G. Cet.

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