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20.11.08

unitÓ NON FU PLACANICA A SPARARE, NON AVEVA ARMI. VIDI IL QUARTO UOMO, MAI IDENTIFICATO"


http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-1449/1.htm

L'UOMO CON LA TRAVE AL G8 MASSIMILIANO MONAI ERA IN PIAZZA ALIMONDA UN
ATTIMO PRIMA CHE UN PROIETTILE UCCISE GIULIANI: "NON FU PLACANICA A
SPARARE, NON AVEVA ARMI. VIDI IL QUARTO UOMO, MAI IDENTIFICATO"

Malcolm Pagani per "l'Unit├ "

Non era un film n├Ę una carica normale. Mi chiesi il perch├ę di tanto odio,
poi smisi di domandarmelo e persi la testa anch'io. Non sono un violento
ma partecipai attivamente a una guerriglia di stampo cileno. Quel giorno
cambi├▓ per sempre la mia vita┬╗. Venti luglio 2001, Genova. Da ore in citt├
impazzano scontri furibondi. C'├Ę una piazza stretta, all'ombra di una
chiesa. ├ł dedicata a un cardinale, Gaetano Alimonda, anche se la piet├ , e
non solo quella, ├Ę a un passo dal morire.

Poi un'edicola, un'aiuola, molta confusione. Bloccato ai piedi di un
palazzo, un defender dei carabinieri. Ha i vetri rotti. Nell'abitacolo,
caldo, paura e tre ragazzi spaventati. Filippo Cavataio ├Ę al posto di
guida. Dietro, ad affrontare la furia dei manifestanti, Dario Raffone e
Mario Placanica. Carlo Giuliani, 23 anni, si trova al centro della scena.
Ha un estintore in mano, sta per lanciarlo dentro una jeep dei carabinieri
quando due spari spezzano l'aria.

Accanto a lui, nella sequenza fotografica che delle giornate genovesi
diventer├ il simbolo, un suo coetaneo. In mano tiene stretta un'asse di
legno. La infila e la sfila dalla macchina. A neanche una settimana dalla
sentenza sulla scuola Diaz (┬źHanno fregato il solo Canterini. Non mi
trovavo in aula ma non c'era bisogno di doti divinatorie per immaginare
che sarebbe finita cos├Č┬╗) e dopo sette anni di traversie giudiziarie ora
in via di risoluzione,

Massimiliano Monai torna con la memoria a quell'estate in cui ogni cosa
cambi├▓ di segno. ┬źDagli idranti della polizia usciva acqua urticante,
c'era una sproporzione di forze e mezzi inaudita ma sbagliammo comunque.
Avremmo dovuto capire di essere in trappola, ritirarci e fermarci. Nessuno
lo fece e scivolammo in qualcosa di pi├╣ grande di noi┬╗. I nove anni per
tentato omicidio chiesti dal Pm Franz in prima istanza, si sono
trasformati in cinque con l'imputazione di devastazione e saccheggio. Tre
sono stati condonati con l'indulto. I Pubblici ministeri Canepa e Canciani
hanno impugnato la sentenza.

L'avvocato di Monai ha fatto altrettanto. Quella del 20 luglio, fu un'alba
come un'altra. ┬źMi trovavo in riviera, a Cavi di Lavagna, con alcuni
amici. Avevamo osservato la manifestazione del 19 in tv. Poi la mattina
dopo facemmo il bagno e verso mezzogiorno salimmo in macchina alla volta
di Genova. Arrivammo allo stadio Carlini, c'era gi├ tanta gente, il corteo
stava quasi per partire. Persone normali. Ragazzi, donne, uomini,
bambini┬╗. Un'atmosfera tranquilla. ┬źEravamo sereni, squill├▓ il telefonino.
Era mia sorella. "State bene?" "In che senso?" "Ho sentito che dalle parti
di Marassi c'├Ę un po' di disordine"

Scendendo lungo Via Tolemaide, ci accorgemmo che sulla destra, verso il
cielo, saliva una minacciosa nuvola nera┬╗. Le macchine bruciate dai black
block. ┬źIn un attimo piombammo nel caos, la testa del corteo si ferm├▓.
"Non vi preoccupate" urlavano gli organizzatori dal camion, "non succeder├
niente, state uniti". Qualcosa invece accadde. ┬źIniziarono a piovere
lacrimogeni. Percepivamo l'incombere di un evento terribile┬╗. Odori acri,
impossibili da sopportare. ┬źNon avevo mai sentito niente del genere. Ti
faceva svenire. Col Genoa, la mia squadra, ero andato in trasferta mille
volte. I lacrimogeni li conoscevo. Di qualunque sostanza si trattasse,
quella roba era diversa. Tossica┬╗.

Fu a quel punto che il corteo fini nella tenaglia delle cariche e la
giornata inclin├▓ al lutto. ┬źSi cre├▓ un imbuto, un sandwich e noi in
mezzo┬╗. Scappare, una chimera. ┬źVia Tolemaide ├Ę un budello, ci sono due
traverse laterali, Via Caffa e Corso De Stefani, a destra la massicciata
della stazione ├Ę una barriera insormontabile┬╗. Monai prese Via Caffa e
osserv├▓ fotogrammi crudi. ┬źArrivarono tre cellulari dei carabinieri in
corsa, ebbi l'impressione che ci volessero ammazzare. Mi nascosi dietro un
albero, li vidi marciare contro alcuni cassonetti e trascinarli a tutta
velocit├ contro una barricata formata dai manifestanti. "Adesso si ferma"
ragionavo. Invece prosegu├Č per 30 metri┬╗. Niente di razionale, istinto
puro. ┬źRimasi in un fazzoletto per oltre 2 ore. Mi dicevo: "Bel├Čn, qui ci
lascio la pelle" e correvo da una parte all'altra. Non c'era schema n├Ę
ordine ma solo un affrontarsi anarchico, senza regola alcuna┬╗.

E' convinto che alla base degli scontri ci fosse un piano preordinato: ┬źLe
forze dell'ordine non intervennero sui black block perch├ę in mezzo a loro
si muovevano decine di infiltrati. Tiravano pietre e poi si dileguavano.
Arrivava un plotone a rimorchio e pestava chiunque incontrasse sul
cammino┬╗. Lui continu├▓ il proprio e arriv├▓ in piazza Alimonda.

┬źTrovai un bastone, vidi il defender, non so cosa mi prese. La jeep era
gi├ l├Č, con i finestrini spaccati, mi avvicinai anch'io. Presi la trave e
la infilai tra i vetri infranti. Cavataio era davanti, Placanica
rannicchiato in posizione fetale, a un passo da me, dalla parte opposta un
suo collega (mai individuato n.d.r) aveva la pistola in mano e un quarto,
Raffone, lo copriva┬╗.

Secondo Monai a sparare non fu Placanica. ┬źQuella sequenza mi rimarr├ in
testa per tutta la vita. Placanica aveva ferite profonde sul capo, lo
avevano colpito con un bastone, forse con una pietra. Era in stato
confusionale e non brandiva armi┬╗. L'omicida di Carlo Giuliani rimarr├
eternamente anonimo: ┬źHo sempre avuto l'idea che a premere il grilletto
fosse stato un pezzo grosso, forse un generale┬╗. Di cui Placanica non
conosceva neanche il nome.

┬ź├ł plausibile. Me lo immagino: scende dal defender, prende questo
ragazzino di Catanzaro da un lato e gli parla con tono fermo, quasi
paterno. "Assumiti la colpa, poi sostieni la tesi della legittima difesa e
te la cavi con poco". Si prese l'intera responsabilit├ e gli venne
riconosciuta la legittimit├ della difesa e dell'uso delle armi┬╗. Sul
perch├ę Placanica, assolto definitivamente nel 2003, abbia taciuto,
avvitandosi in una serie di versioni contraddittorie, Monai ha una
spiegazione sciasciana. ┬źPaura. Anche se dire la verit├ , avrebbe
rappresentato un'assicurazione sul futuro. Certe volte, non ├Ę strano che
la paranoia sconfini con la realt├ ┬╗.

Lasci├▓ la piazza, Giuliani gi├ a terra, senza rendersi conto della morte
di Carlo. Lo conosceva superficialmente.┬źNon mi accorsi della sua presenza
ma anche se ci fosse stato mio fratello, avrei pensato solo ad
allontanarmi. Carlo l'avevo incontrato qualche volta ma non si pu├▓ dire
che fossimo amici┬╗. Al suo posto comunque, avrebbe potuto esserci lui.
┬źQuando mia madre lo seppe, le venne un colpo. Si arrabbi├▓, "se quello
gira il braccio e spara, ti ammazza, Massimiliano". Tacqui. Certe volte il
silenzio ├Ę tutto┬╗.

Sui poliziotti, Monai spende per├▓ parole chiare. ┬źCapisco la loro paura,
l'avrei provata anch'io. Fu un brutto episodio, una macchia da cancellare.
La mia sfortuna fu di trovarmi nel luogo sbagliato al momento sbagliato.
Se Carlo non fosse morto, non sarei mai diventato l'uomo della trave┬╗. Si
costitu├Č un mese dopo. ┬źNon campavo pi├╣. Mi sentivo braccato. Incontravo
un agente e tremavo. Quando il 21 lessi il giornale e vidi il sangue,
capii che era finita. I miei amici mi offrirono denaro per scappare
lontano. "Ma dove volete che vada? Non ho ucciso nessuno"┬╗.

Il cerchio si strinse. ┬źUna mattina notai 5 agenti della Digos a pochi
passi da casa mia┬╗. Allora fece una lunga doccia, usc├Č dalla sua
abitazione, entr├▓ in questura, si consegn├▓. ┬źOra lavoro al porto e a
gennaio nascer├ la mia seconda figlia, Maddalena. Non si pu├▓ fuggire per
sempre, neanche dai ricordi. Placanica? Dopo Carlo ├Ę stata l'altra vera
vittima del G8. Non uccise, ma per tutti rimarr├ un assassino┬╗. Adesso
aspetta solo un cambio di stagione, la chiusura di una ferita ancora
aperta. ┬źHo perso tanti treni. Avevo 30 anni, oggi sfioro i quaranta┬╗. Un
altro mondo non ├Ę sempre possibile.

[20-11-2008]

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