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17.07.11

genova repubblica Le mani bianche non bastano più, chi manifesta sappia distinguersi Stavolta fermiamo i violenti con un segno d´intelligenza DON VALENTINO PORCILE Il 22 dovevo tornare. 22 luglio 2001, ricordo ancora vivi quei giorni. Ero in Valle d´Ao

Le mani bianche non bastano più, chi manifesta sappia distinguersi
Stavolta fermiamo i violenti con un segno d´intelligenza
DON VALENTINO PORCILE

Il 22 dovevo tornare. 22 luglio 2001, ricordo ancora vivi quei giorni. Ero in Valle d´Aosta con i bambini e i ragazzi della parrocchia. Passavo le giornate diviso tra il giocare con loro e il bar del paese, a vedere la tv, a seguire sbigottito e sgomento quello che accadeva. Tra sorrisi e risate con i piccoli, e una preoccupazione interiore a malapena celata. Eravamo anche rimasti costretti a spostare di un giorno il ritorno a Genova, noi genovesi colpiti anche lontano, noi prigionieri fuori della nostra città. Seguendo le immagini, ho visto la citta, la "nostra" Genova, violentata, saccheggiata, inescusabilmente colpita. Con le settimane precedenti, in cui era stata blindata, le gabbie nei vicoli, i preparativi folleggianti, le notizie oltrealpi che preannunciavano presenze a dir poco sgradite. Tutto inutile. Danni, feriti, follie. Un morto, un ragazzo, che poteva essere anche un giovane carabiniere se le cose fossero andate diversamente. La morte fa male, sempre e comunque, da qualunque parte venga, da qualunque parte colpisca.
Un anno dopo, il ricordo. Una giornata incredibile, pensando all´anno precedente. Ricordate? Non un disordine, non una parola o un gesto di troppo. Un questore, Oscar Fioriolli, capace di parlare con le parti, magistralmente geniale nell´unire la fermezza alla discrezione, a mettere in campo un esercito senza farsene accorgere e senza, quasi, che ce ne fosse bisogno.
Siamo ad un altro ricordo. Le notizie che arrivano non solo dal piemonte ma anche da oltre preannunciano nubi oscure. Quale pagina vogliamo riscrivere? Come vogliamo viverla?
A chi manifesta dico: sappiatevi distinguere. Un segno, un qualcosa che vi identifichi. Non mani bianche che chiunque può farsi. Un segno inequivocabile, che chi viene da fuori non possa avere.
E poi fuori l´intelligenza e i muscoli. Non la violenza. I muscoli. Se vedete gli infiltrati, isolateli, bloccateli e consegnateli a chi di dovere. Non permettiamo a nessuno di calpestare un ricordo. Non permettiamo a nessuno di sfregiare ancora una volta l´orgoglio della nostra Città. Scriviamo una nuova pagina, come siamo davvero capaci di fare.
Il 24 dovrei partire di nuovo con i ragazzi della parrocchia. Spero, non per me né per loro ma per la storia della nostra Genova, di non dover nuovamente rimandare.

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