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20.01.13

Repubblica Genova Colucci e il G8, i perché della condanna “Ha mostrato capacità criminosa”


Colucci e il G8, i perché della condanna “Ha mostrato capacità criminosa”
L’ex questore disse il falso sulla Diaz: “Dichiarazioni gravissime”
MARCO PREVE

«COLUCCI non merita in alcun modo le circostanze attenuanti generiche per
la capacità criminosa specifica mostrata in quel contesto ». E’ forse
questo il passaggio più duro (ma non il solo) delle motivazioni della
sentenza con cui il giudice Massimo Deplano, ai primi di dicembre, aveva
condannato per falsa testimonianza l’ex questore di Genova Francesco
Colucci. Il funzionario era finito sul banco degli imputati per le sue
traballanti dichiarazioni come teste al processo per l’irruzione alla
scuola Diaz (conclusosi con le condanne dei vertici della polizia).
Colucci è stato riconosciuto colpevole di tre dei quattro punti che gli
venivano contestati. Impietoso il commento del giudice circa le
intercettazioni in cui Colucci veniva imbeccato da un imputato della Diaz,
l’ex capo della Digos Spartaco Mortola. «La loro lettura è esemplare nel
far comprendere prima di tutto come un teste non dovrebbe prepararsi a
rendere una testimonianza». Perché l’ex questore del G8 mentì? «Aveva in
mente solo di essere fedele al “Corpo” a cui apparteneva» spiega la
sentenza. La questione più delicata era quella riguardante il ruolo del
vicequestore Lorenzo Murgolo, il quale, nonostante non avesse avuto
responsabilità di sorta (e infatti non venne indagato), diventò
ad un certo punto il bersaglio dei colleghi imputati. Colucci dichiarò che
fosse lui il responsabile dell’operazione Diaz. «Questa falsa
dichiarazione — scrive il giudice — è in assoluto gravissima perché era
gravissima nel momento e nella sede in cui la rese, ben consapevole e
deciso di dire il falso su uno dei punti più contraddittori e complessi da
accertare in quel
processo».
Colucci è stato assolto dall’accusa di aver cambiato versione su un punto
ritenuto «indifferente per accertare la verità processuale sulla Diaz». In
un primo tempo disse che fu il capo della polizia Gianni De Gennaro a
chiedere al capo ufficio stampa di convocare i giornalisti davanti alla
scuola, mentre successivamente sostenne che l’iniziativa
fu sua (dello stesso Colucci). L’ex questore è stato condannato anche per
aver mentito su altre due vicende: quando sostenne di aver assistito
personalmente ad una telefonata tra Mortola e un portavoce del Genoa
Social Forum, e poi sulle modalità di irruzione nella scuola Pascoli sede
del centro stampa del Gsf.

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