01.07.11
repubblica genova Dieci anni dopo il macigno del G8 2001-2011, Cassandra aveva ragione
Dieci anni dopo il macigno del G8 2001-2011, Cassandra aveva ragione
Luca Borzani
Cara Repubblica, oggi apre a Palazzo Ducale la mostra "Cassandra" promossa dal "Comitato verso Genova 2011". Non è la prima volta che il palazzo ospita una riflessione legata ai giorni del luglio 2001 ma l´occasione del decennale assegna a questa scelta, pienamente condivisa con l´Amministrazione comunale, un segno simbolico più forte.
Il Palazzo al centro della "zona rossa" è oggi luogo di confronto di idee, permette a tutti di misurarsi sui grandi temi della globalizzazione e con le parole spezzate dalla violenza, dalla sospensione dei diritti civili, dalla morte di Carlo Giuliani. Ed è insieme un richiamo altrettanto forte al rifiuto di ogni violenza, alla responsabilità di tutti, alla tradizione civile di Genova.
Nell´arco di questi anni sono state tante le voci che nell´ambito delle iniziative della Fondazione Cultura hanno fornito strumenti di conoscenza e di dialogo sul mutamento e le trasformazioni della società contemporanea. E questo nella convinzione che fare cultura pubblica sia produrre cittadinanza, consapevolezza democratica, tenuta del tessuto comunitario. Sfuggendo sia l´omologazione sia il ritorno a svuotati ideologismi.
Le giornate del luglio 2011 possono essere la straordinaria opportunità di riprendere il filo di un dibattito collettivo che riguarda pienamente ciascuno di noi: la crisi delle democrazie, l´emergenza ambientale, la mondializzazione dell´economia. Tante delle tesi espresse nell´estate di dieci anni fa possono non essere condivise. Ma che quelle questioni fossero centrali, lo dimostra la storia successiva: dal settembre 2001 alle guerre dell´Iraq, dell´Afghanistan fino alla Libia, dalla crisi finanziaria che segna l´intero occidente ai mutamenti climatici, alla necessità di rendere compatibile sviluppo e ambiente. E poi il grande tema dei beni comuni. I risultati dei referendum sull´acqua e sul nucleare, la Tobin tax hanno le loro radici in quel movimento complesso, variegato, anche contraddittorio, che prima a Seattle, poi a Porto Alegre e infine a Genova aveva cominciato a uscire dal Novecento. E questo senza doverne nasconde le tante ambiguità e i tanti errori.
La mostra a Palazzo Ducale, realizzata da "progetto comunicazione" e con la direzione artistica di Federico Mininni, non si chiude né nella commemorazione, né nella retorica ma si muove dalle idee del 2001 per rileggere i "fatti del decennio": dall´Africa delle guerre, alla Cina, ai nuovi schiavi della delocalizzazione globale. Uno sguardo che non dimentica la Diaz e Bolzaneto ma che soprattutto invita a pensare su un mondo sempre più compenetrato e insieme a rischio di chiusura e autodistruzione. È per certi versi, davvero, lo sguardo di Cassandra; condannata a leggere il futuro senza poter essere creduta.
Nei prossimi giorni Genova può diventare nel segno della legalità e della non violenza, lo spazio in cui si ascolta Cassandra. Anche dissentendone, proponendo soluzioni diverse, ma sapendo che, appunto, non mente. Forse è questo il modo vero di chiudere una ferita che pesa ancora sulla città.
G8, LA MEMORIA E IL FUTURO
dai no tav all´acqua il vento della rivolta
Mostre, convegni, film, cortei. E un grande concerto con Assalti Frontali e Modena City Ramblers
ALBERTO PUPPO
Ho chiesto allo sportello turisti se esiste un programma di iniziative per il decennale del G8. Mi hanno guardato inorridito. No, no... al massimo qualche manifestazione politica...». Andrea De Lotto, maestro elementare a Barcellona e ideatore della Nave dei Diritti che lo scorso anno aveva (ri) portato a Genova mille italiani, scuote la testa. Vaglielo a dire, a chi dovrebbe informare, che, in meno di un mese, andranno in scena oltre duecento eventi, tra convegni, dibattiti, spettacoli, concerti. Nel segno di Cassandra, la profetessa, a cui è dedicato con orgogliosa ironia, la mostra che accompagnerà il ritorno del G8.
La kermesse, di fatto, è già partita. Il gran finale sabato 23, con concertone in piazza Caricamento. Assicurata la presenza dei gruppi militanti, dai Modena City Ramblers agli Assalti Frontali, prenotato un posto da Roy Paci. Ma, per suonare, c´è la fila e le sorprese non mancheranno. Prima della musica, il corteo che attraverserà la città. Alla tradizionale manifestazione qualcuno avrebbe rinunciato volentieri, ma alla fine il corteo si farà. Con due incognite: gli antagonisti più radicali (quelli che anche dieci anni fa avevano sdegnosamente rifiutato ogni ipotesi di collaborazione con il Genoa Social Forum) e l´atteggiamento delle forze dell´ordine. Preoccupano il passaparola minaccioso dei primi, così come lascia interdetto il comportamento della polizia durante lo sciopero generale con tanto di pestaggio ai danni di ragazzini. Pochi lo dicono, ma c´è chi ha fiutato un clima poco tranquillizzante. C´è un mese per lavorare su tutti i fronti.
Nel mentre, di cose ne succederanno parecchie. A cominciare, oggi pomeriggio, dall´inaugurazione della mostra, realizzata da Progetto Comunicazione nel sottoporticato di Palazzo Ducale. Un viaggio tra le drammatiche giornate del 2001, ma anche, e soprattutto, attraverso un decennio. Con la convinzione che buona parte di quello che è accaduto, dalle grandi migrazioni alle crisi finanziarie, a Genova era già stato previsto. Ma i contenuti dei giorni che precedettero il vertice erano stati spazzati via dalla violenza. Al Ducale spazio a arte, foto, installazioni multimediali, insieme alla satira di Altan, Vauro, Ellekappa.
Quasi impossibile poi destreggiarsi tra la miriade di appuntamenti. Solo per citarne alcuni, l´incontro tra Serge Latouche, il teorico della decrescita e Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, martedì 5 all´ex Manifattura Tabacchi di Sestri, il concerto di Claudio Lolli, domenica 10 a Villa Imperiale, lo spettacolo di Moni Ovadia, il giorno dopo, al teatro della Corte, Daniele Biacchessi e i Gang a Palazzo Rosso venerdì 15. Sullo sfondo le lotte del Nordafrica, quelle glocal italiane, il sorriso spezzato di Vik, Vittorio Arrigoni, il cooperante ucciso in Palestina, simbolo dell´impegno senza frontiere.
Poi il gran finale. Che sarà presentato ufficialmente a Roma. Qualcuno è perplesso, i navigatori di lungo corso del movimento non hanno dubbi: è un sistema per offrire una vetrina ai leader nazionali dei vari gruppi. Perché Genova, dieci anni dopo, fa ancora notizia.
Le lotte contro il cemento, i No Tav e gli oppositori dell´ampliamento della base Dal Molin, a Vicenza. E poi il comitato per l´Acqua Pubblica che, ha condotto la battaglia contro la privatizzazione dei servizi pubblici e guidato la vittoria ai referendum. C´è un filo rosso che lega quella che alcuni chiamano "democrazia insorgente", una richiesta di giustizia che nasce dal basso, Proprio questa può essere identificata, secondo molti, come la vera, grande eredità del movimento nato intorno al G8 genovese. Una realtà complessa, eterogenea, spesso in conflitto, che era riuscito a organizzarsi intorno a un progetto che non si limitava alla contestazione del vertice. L´esplosione di violenza, la repressione, ne ha tarpato le ali. Ma i frutti, spesso con fatica, sbocciano qua e là. I rappresentanti delle battaglie locali a Genova ci saranno, ancora una volta. Da protagonisti, ancora più che dieci anni fa.
