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12.07.12

repubblica genova Doria: “Le responsabilità politiche sono ancora tutte da chiarire”

L’attuale sindaco nel 2001 sfilò in corteo
Doria: “Le responsabilità politiche sono ancora tutte da chiarire”

«SOLO le istituzioni che sono in grado di giudicare se stesse con rigore, sono credibili». Per questo, la sentenza sui fatti del G8 che ha condannato in via definitiva i vertici della Polizia, è giusta. Ragiona così il sindaco di Genova, Marco Doria, che nel 2001 era il professor Doria, docente di Storia economica all’Università. E poi ricorda il suo G8, la scelta di rimanere a Genova, e di sfilare in corteo subito, il primo giorno e dopo la morte di Carlo Giuliani. E, sulla sentenza che ha condannato i vertici della Polizia, aggiunge: «È importante perché mette un punto fermo. Stabilisce, in modo definitivo, le responsabilità pesantissime e la violazione dei diritti da parte di chi, quei diritti, doveva tutelarli». La sentenza, aggiunge il sindaco, conferma «l’assoluta gravità di quanto è accaduto», è positiva perché, appunto, solo le istituzioni
in grado di giudicare loro stesse con rigore sono credibili. Per i fatti di Genova, si è arrivati alla verità, grazie al lavoro di magistrati e non solo che hanno cercato «anche chi avrebbe potuto essere protetto ». Restano ancora ombre, sia pure non giuridiche, perché, ragiona il sindaco Doria, «oltre ai molti tentativi di coprire alcune responsabilità, non c’è una riflessione sulle responsabilità politiche. Un capitolo ancora tutto da chiarire». Nel 2001, Marco Doria sceglie di rimanere a Genova, contro l’invito ripetuto, già nei mesi prima, a lasciare la città. Resta e s’indigna «per l’indecente militarizzazione della città, fine a se stessa, un fallimento totale», resta e va in corteo «perché mi pareva suggestiva la possibilità di essere in piazza per un mondo migliore».

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