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04.03.11

Repubblica Genova G8, lŽultima verità in aula sullŽassalto alla Diaz "Colucci non era dŽaccordo ma eseguì gli ordini"

«Colucci non era dŽaccordo a fare irruzione nella scuola Diaz e mi disse
che gli ordini venivano dai suoi superiori». Lo ha detto ieri unŽamica
dellŽex questore di Genova, Francesco Colucci, deponendo come teste
dellŽaccusa al processo che lo vede imputato per falsa testimonianza in
riferimento al processo sulla sanguinosa irruzione della polizia nella
scuola Diaz durante il G8 del luglio 2001.
Secondo lŽaccusa, sostenuta dal sostituto procuratore generale Enrico
Zucca e dal pm Francesco Cardona Albini, il questore Colucci, difeso dagli
avvocati Maurizio Mascia e Gennaro Velle, avrebbe ritrattato quanto detto
in precedenza "aggiustando il tiro" dei suoi ricordi, per tenere lontano
lŽex capo della polizia Gianni De Gennaro dalla vicenda. QuestŽultimo era
stato imputato insieme allŽex capo della Digos, Francesco Mortola, per
istigazione alla falsa testimonianza di Colucci. Entrambi erano stati
assolti in primo grado e condannati in appello.
La teste dellŽaccusa, amica di Colucci, rispondendo alle domande del pm
Cardona, ha riferito che, secondo quanto le raccontò lŽex questore, la
sera dellŽirruzione ci sarebbe stata una telefonata da Roma, da parte del
capo della polizia al prefetto Arnaldo La Barbera che si trovava a Genova
e che passò la telefonata a Colucci. Questo, nellŽudienza del 3 maggio
2007, avrebbe parlato di circostanze non corrispondenti al vero e,
comunque, non appartenenti alla propria percezione o ricordo.
In particolare, lŽex questore di Genova avrebbe ritrattato la
dichiarazione resa ai pm durante le indagini preliminari, sulla
circostanza che Roberto Sgalla, allora responsabile delle relazioni con la
stampa, era stato mandato alla Diaz su ordine di De Gennaro. Durante il
processo aveva negato questa circostanza.

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