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23.11.11

Repubblica Genova G8 ultimo atto: la Cassazione assolve De Gennaro e Mortola

G8 ultimo atto: la Cassazione assolve De Gennaro e Mortola

La Cassazione ha assolto «perché il fatto non sussiste» l´ex capo della
Polizia Gianni De Gennaro e l´ex capo della Digos di Genova Spartaco
Mortola. In particolare, la sesta sezione penale ha annullato senza rinvio
la sentenza della Corte d´Appello di Genova del 17 giugno 2010 che, in
riforma totale della sentenza di primo grado, aveva condannato De Gennaro
a un anno e quattro mesi di reclusione e Mortola a un anno e due mesi per
aver istigato alla falsa testimonianza l´ex questore di Genova Francesco
Colucci durante il processo per l´irruzione della polizia nella scuola
Diaz al G8 del luglio 2001.
MARCO PREVE

Dopo l´arringa "difensiva" dello stesso procuratore generale che aveva
chiesto il proscioglimento dei due imputati, non c´era da aspettarsi
sorprese, e così, ieri sera, poco prima delle 20 è stata letta la sentenza
con cui la Corte di Cassazione ha assolto Gianni De Gennaro, capo della
polizia durante il G8 del 2001 e oggi al vertice dei servizi segreti
italiani, dall´accusa di istigazione alla falsa testimonianza per la quale
era stato condannato a un anno e 4 mesi di reclusione in secondo grado
dalla Corte di Appello di Genova. Assolto anche l´ex capo della Digos di
Genova, Spartaco Mortola, attualmente questore al comando della Polfer
piemontese. Mortola è in attesa della sentenza di Cassazione anche per il
processo dei fatti della scuola Diaz per il quale è stato condannato a tre
anni e otto mesi per falso.
De Gennaro e Mortola erano accusati di aver fatto pressioni sull´allora
questore di Genova, Francesco Colucci, per fargli ritrattare la
dichiarazione resa ai pm durante le indagini preliminari, sulla
circostanza che Roberto Sgalla, allora capo ufficio stampa, era stato
mandato alla Diaz su ordine di De Gennaro. Durante il processo per
l´irruzione nella scuola del Gsf, Colucci (che è ancora in attesa di
giudizio) aveva negato questa circostanza. Non si tratta di un elemento
secondario perché la gestione diretta, seppur a distanza, degli eventi e
delle strategie del G8 da parte di De Gennaro è uno degli aspetti su cui
si sono concentrati anche i giudici d´Appello del processo Diaz.
Ieri mattina il sostituto procuratore generale della Cassazione, Francesco
Iacoviello, aveva chiesto alla VI Sezione penale di assolvere i due
imputati. Nel formulare la sua richiesta il pg ha detto di non volersi
«occupare del fatto in sé» ma poi, come riferisce l´Ansa, si sarebbe
lanciato in quella che pare proprio una valutazione delle scelte
investigative: «A Genova - dice Iacoviello secondo l´Ansa - stava
succedendo il finimondo, c´erano stati pestaggi, c´era stata la morte di
Giuliani mentre noi ci stiamo occupando solo di capire chi ha chiamato
l´addetto stampa Sgalla». Come dire: bazzecole, rispetto al finimondo che
stava accadendo. In pratica, secondo il rappresentante della Procura della
Cassazione, le accuse a De Gennaro e a Mortola, non sono chiaramente
specificate e non hanno rilevanza.
De Gennaro subito dopo la sentenza ha detto: «La Cassazione ha finalmente
ristabilito la verità confermando quanto avevano già stabilito i giudici
in primo grado che mi avevano assolto».
L´avvocato Franco Coppi, difensore di De Gennaro pur ammettendo che si
potesse configurare l´istigazione alla falsa testimonianza nella sua
arringa aveva sottolineato come «non ha avuto alcuna valenza lesiva e il
pericolo astratto non può essere preso in considerazione». Soddisfatti
anche i difensori di Mortola, gli avvocati Giovani Aricò e Giovanni Junca.
Laconico il pg di Genova Enrico Zucca, il magistrato che ha seguito tutta
l´inchiesta Diaz: «La Cassazione pronuncia sentenze definitive e dunque
giuste. E anche questa è una sentenza giusta. Per il resto non ho nulla da
dire».
Dure le reazioni delle parti civili che al mattino avevano criticato la
posizione del procuratore: «Una richiesta surreale. Evidentemente non sono
stati letti gli atti del procedimento. Se li avessero letti, e avessero
visto anche le intercettazioni, non sarebbero arrivati a una richiesta del
genere». Così Laura Tartarini, avvocato di parte civile nel processo.

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