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22.05.10

Secolo xix "stangata" sui condannati il viminale non paga più i legali

"stangata" sui condannati il viminale non paga più i legali
la legge prevede rimborsi solo in caso di assoluzione


graziano cetara e matteo indiceGenova.Più dei quasi cent'anni di carcere
che nessuno sconterà mai, tra indulto e affidamento ai servizi sociali,
c'è un particolare della sentenza di condanna dei vertici della polizia
per l'assalto alla scuola Diaz al G8 di Genova del 2001, che rischia di
contare non poco nelle vite degli imputati e che è sfuggito ai più nei
giorni successivi alla pronuncia della Corte di Appello. Al di là,
ovviamente, dell'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, che
scatterà (eventualmente) dopo la Cassazione. Il punto è quello delle spese
legali. Si calcola, da indiscrezioni, che i super poliziotti assolti in
primo grado abbiano presentato (o siano stati sul punto di farlo) al
ministero dell'Interno richieste di rimborso milionarie per onorari
inevitabilmente galattici. Si parla anche di 500 mila euro a imputato, per
i vertici. Parcelle che sono il frutto di nove anni di lavoro, centinaia
di udienze, quintali di atti da acquisire e istanze da presentare. Interi
pool di professionisti schierati a difesa di uomini di Stato, costretti a
giustificare il proprio operato di fronte al tribunale.
La legge prevede che quegli onorari siano pagati dal ministero solo in
caso di assoluzione, ovviamente a sentenza passata in giudicato. E dopo il
primo grado, lo Stato avrebbe già versato a ciascuno degli imputati
assolti, un anticipo di 40 mila euro da "girare" ai difensori. Con
un'avvertenza: per ogni poliziotto il ministero si accolla un solo legale,
anche se ai processi com'è noto ognuno dei ventotto tra agenti e
funzionari è stato seguito mediamente da almeno due professionisti.
Ora a pagare quelle parcelle milionarie dovranno essere i superfunzionari
condannati, sempre che dalla Suprema corte arrivi la conferma
dell'Appello. Alla lettura della sentenza di primo grado, oltre alle
assoluzioni completamente ribaltate, aveva fatto discutere la liquidazione
delle spese alle 93 parti civili, cioè ai legali dei noglobal feriti
durante il blitz nella sede del Genoa social forum. Importi considerati
largamente insufficienti a coprire la mole di lavoro svolta, che i pm ora
definiscono «immensa» in riferimento in particolare alla ricostruzione
tecnica degli orari di tutti i filmati raccolti da tv e privati, molti dei
quali senza l'indicazione dell'ora. Un lavoro sofisticato di comparazione
tra telefonate e immagini, divise in quattro quadranti, ha permesso di
collocare nel tempo ogni frame di quanto ripreso quella notte alla
Diaz-Pascoli.La Corte di appello ha rivalutato in qualche caso anche del
cento per cento le spese legali quantificate dal giudice in primo grado.
Spese, queste sì, che insieme alle provvisionali dovranno essere pagate
dai condannati in solido con il ministero dell'Interno.
Sulla base della nuova sentenza è necessario ritarare le spese di giudizio
per i fatti del G8. Solo per il processo Diaz si era calcolato in un
milione di euro il "prezzo" della giustizia, cui in primo grado andavano
ad aggiungersi le parcelle saldate dal ministero. Ora la Cassazione,
implicitamente, si pronuncerà pure su chi dovrà pagare.
cetara@ilsecoloxix.itindice@ilsecoloxix.it

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