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13.01.04

DOTTOR LALLA, CHE ASPETTA A CHIEDERE I PROCESSI?

DOTTOR LALLA, CHE ASPETTA A CHIEDERE I PROCESSI?


Gentile dottor Francesco Lalla,

il 12 settembre scorso, alla chiusura delle inchieste su Diaz e Bolzaneto, pensammo: "Finalmente ci siamo". Dopo oltre due anni di lavoro, la Procura di Genova da lei diretta era giunta a una conclusione, recapitando gli 'avvisi di fine indagini', preludio alle richieste di rinvio a giudizio. Sono passati ormai quattro mesi da quel giorno e queste richieste di rinvio a giudizio ancora non si sono viste. Possiamo rispettosamente chiederle perché?


Sappiamo che alcuni indagati si sono avvalsi della facoltà di chiedere nuovi interrogatori e supplementi d'indagine, ma anche questa attività ci risulta conclusa. Per Bolzaneto, a quanto si è letto sui giornali, sono sopraggiunti nuovi elementi e sono comparsi anche nuovi indagati, e forse il ritardo nelle richieste di rinvio a giudizio si spiega in questo modo. Ma per la Diaz?

A quanto sappiamo, per questa inchiesta l'unica novità successiva al 12 settembre 2003 è la richiesta, avanzata da alcuni indagati, di spostare l'intero procedimento a Torino. Lei stesso ha negato che ci fossero ragioni sufficienti per una richiesta del genere. Ora c'è un ricorso in Cassazione. Per quanto ci riguarda, ci siamo espressi più volte su questa operazione, che consideriamo un espediente: si vuole fuggire da Genova per ritardare il processo, confondere le acque appellandosi a cavilli procedurali e gettare un'ombra sulla stessa Procura.


Questa strategia, adottata da alcuni indagati, tutti alti dirigenti della polizia di Stato, ci pare poco dignitosa e indice di una scarsa sensibilità per i propri doveri di servitori dello Stato. Perciò non vorremmo che il ritardo nella definizione delle richieste di rinvio a giudizio, da parte della procura che lei dirige, fosse legato all'attesa di una decisione della Cassazione sullo spostamento a Torino. Le due cose, sul piano giuridico, non sono legate fra loro. Perciò crediamo che non ci dovrebbero essere altri indugi da parte vostra.

Abbiamo atteso pazientemente, per oltre due anni, la fine delle inchieste, e ora non comprendiamo le ragioni di questa ulteriore dilazione. Non vorremmo arrivare a pensare che questo ritardo dipende da una sorta di soggezione verso le strategie difensive - chiamiamole così - degli indagati. Le chiediamo di aiutarci a cancellare, con i fatti, questo dubbio che sta nascendo in noi.


Con rispetto,

Enrica Bartesaghi
Lorenzo Guadagnucci

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