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05.11.05

Il Giornale: Agnoletto non rappresenta nessuno


«Agnoletto non rappresenta nessuno»
- di Piero Pizzillo -
L'ex leader dei no global escluso dal processo G8: non puo' essere parte
civile
Piero Pizzillo

Carneade, chi era costui? Il signor Vittorio Agnoletto, chi e' e chi
rappresentava nei giorni drammatici del G8 (luglio 2001) quando la citt
fu messa a ferro e fuoco dagli scatenati black bloc? O se si preferisce,
per dirla alla Di Pietro, «che ci azzeccava»? Il medico, oggi
parlamentare europeo, ha costituito il punto clou della seconda udienza
del processo ai 45 imputati (agenti e funzionari della polizia
penitenziaria, della polizia di Stato, carabinieri e 5 medici), chiamati
a rispondere delle presunte violenze fisiche e morali nella caserma di
Bolzaneto.
Nell'aula della corte d'assise, stracolma di avvocati della difesa e di
parte civile, presenti i pubblici ministeri Patrizia Petruzziello e
Vittorio Ranieri Miniati, il tribunale presieduto da Renato Delucchi,
dopo avere respinto un'eccezione di nullita' per difetto di notifica, ha
dato il via alle presentazione delle istanze dei difensori sulla
inammissibilit della parti civili, che intendono costituirsi in
giudizio per ottenere il risarcimento dei danni. Per 45 minuti circa c'è
stato un ininterrotto tiro al piccione su Agnoletto da parte del
compatto schieramento dei difensori e dell'avvocato dello Stato, in
rappresentanza dei ministeri dell'Interno, della Difesa e della Giustizia.
La prima bordata e' partita dall'avvocato Sandro Vaccaro, che assiste un
medico e un ispettore di polizia. «Il Gsf - ha detto il legale - si e'
costituito come associazione di fatto per organizzare un Public forum
mondiale, da svolgersi in concomitanza del G8, arrogandosi il ruolo di
portatore di interessi, che possono essere ritenuti veri e propri
diritti soggettivi dell'associazione in senso sostanziale, suscettibili
di tutela processuale».
«Non e' cosi' - ha affermato con forza il legale, perche' se questo
ragionamento puo' avere una certa validit per un procedimento diverso
(fatti della Diaz), dove e' stata riconosciuta la facolta' del Gsf di
costituirsi parte civile, con riferimento a ragioni di danno connesse al
fatto che gli asseriti illeciti sarebbero stati compiuti all'interno
della sede operativa dell'associazione, non lo e' per questo processo.
Per Bolzaneto non vi e' il titolo di portatore di un interesse diretto,
non v'e' alcun tipo di danno diretto prodotto dai reati.
Chi rappresenta il Gsf? Il signor Agnoletto, il quale dice che gli
organi di stampa lo hanno qualificato come portavoce». «Non v'e' alcun
atto - ha concluso il penalista - che legittimi Agnoletto come
rappresentante del Gsf, il quale, tra l'altro non ha ottenuto il consenso delle persone offese». Concetti analoghi sono stati espressi
dall'avvocato Giorgio Zunino, che con Alfredo e Carlo Biondi difende 11
carabinieri, nel chiedere al tribunale l'estromissione dal processo come
parte civile di Agnoletto e del Gsf.
Si sono associati, insistendo sulla carenza di legittimazione, con
rispettivi interventi, i colleghi Scodnik, Pruzzo, Pasqui, Franzosa,
Iavicoli, Mascia, Foglino anche a nome di Pendini, Calzetta dello studio
Savi, Baroni, anche per conto di Cecon, Curcuruto, Gallo, Pischedda e altri.
Infine, l'avvocato dello Stato Giuseppe Novaresi ha sostenuto che se non
esistono atti formali, non e' possibile dichiararsi portavoce e legale
rappresentante di altri soggetti, costituiti in associazione. «Per ogni
udienza - dice Vaccaro - spendiamo 50 - 60 mila euro (ne sono previste
200), andiamo a fare un lavoro immane, ma si arrivera' alla prescrizione
per decorrenza termini.

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