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05.07.07

lavoro repubblica "Speriamo che muoiano tutti, 1-0 per noi"

Genova, gli avvocati delle parti offese depositeranno le comunicazioni
oggi al processo per il blitz nella scuola: "Qui ci sono teste aperte a
manganellate"
Repubblica Genova

"Speriamo che muoiano tutti, 1-0 per noi"

G8, dopo il caso Giuliani le telefonate fra i poliziotti. Poi l´irruzione
alla Diaz

MARCO PREVE

GENOVA - C´è la poliziotta che scherza sulla tragedia di Carlo Giuliani
(«speriamo che muoiano tutti... tanto uno gi ...1 a 0 per noi..»), il
funzionario che impreca per i ritardi, l´agente che non sa che accade,
l´altro che racconta di teste spaccate, il capoufficio stampa di Gianni De
Gennaro "dimenticato" per strada, il capo della celere distrutto dalla
nottata, quello della Digos che cerca di disfarsi delle due molotov. Sono
le 26 telefonate che gli avvocati delle parti offese del processo per il
blitz alla Diaz nel luglio 2001 - 29 tra funzionari e agenti imputati per
lesioni, falso e calunnia - depositeranno nell´udienza di oggi, l´ultima
prima della pausa estiva. Le comunicazioni sono quelle che intercorrono
tra i poliziotti sul campo e la centrale operativa del 113 in questura.
Ore 21.35 l´irruzione deve ancora essere decisa ma vengono inviate
pattuglie per verificare la situazione attorno alla scuola che ospita la
sede del Genoa Social Forum.
Una funzionaria della centrale operativa (Co) parla prima con una
pattuglia della Digos: «In piazza Merani ci hanno segnalato questi dieci
zecconi (i manifestanti ma anche i giovani di sinistra, ndr) maledetti che
mettevano i bidoni della spazzatura in mezzo alla strada...». Alle 21.57
la stessa poliziotta parla via radio con un collega (R) il tono è
rilassato e scherzoso.
R: «Ma guarda che io dalle 7 di ieri e di oggi sono stato in servizio fino
alle 11, quindi... ho visto tutti ‘sti balordi queste zecche del cazzo...
comunque...». Co: «…speriamo che muoiano tutti…». R: «Eh sei simpatica».
Co: «Tanto uno gi va beh e gli altri... 1-0 per noi…tanto siamo solo sul
113 e registrano tutto».
A cavallo della mezzanotte, al 113, arrivano le telefonate allarmate di
residenti della zona. Ore 23.58: «... via Cesare Battisti... guardi che è
un macello... »; ore 23.59: «Lo sapete che hanno attaccato i ragazzi qui
della scuola Diaz».
I primi feriti. Ore 00.17, l´agente al posto di polizia dell´ospedale San
Martino chiama il 113: «Ascolta ha chiamato il 118 che sta arrivando una
valanga di feriti, è possibile?». 113: «Sì no, guarda io non te lo so
dire...».
Non hanno idea della situazione neanche gli agenti del reparto prevenzione
mandati a piantonare i feriti all´ospedale. Alle 2.36 uno di loro chiama
la Centrale operativa. «Sono 25 persone, uno ha problemi al torace...
l´altro lo metti in chirurgia, l´altro in neurologia..», 113: «Sono in
stato d´arresto?». Il poliziotto: «No devono essere accompagnati... si
vede che questi sono i protagonisti degli scontri di oggi... però chi ha
proceduto io non lo so». Co: «Guarda non lo so neanche io... ».
Alla stessa ora il poliziotto al San Martino spiega al 113, che chiede se
ci sono ferite da taglio: «No, no teste aperte a manganellate».
Uno degli imputati il commissario Alfredo Fabbrocini parla al telefono con
il 113 che chiede informazioni su quanto accaduto alla Diaz. Co: «Allora
scusami esatto...quante persone avete accompagnato voi a Bolzaneto?».
F: «Guarda ti direi una bugia, non lo so... c´era un tale caos, guarda,
anche perché noi non accompagnavamo, noi facevamo la scorta... comunque
c´era il funzionario della Digos, il funzionario della mobile». Co: «E lì
ti fermi... perché non c´era altro». F: «Non lo so se non c´era altro,
c´era qualche funzionario addetto della Digos, ce n´erano almeno tre o
quattro.. c´era il dottor Sgalla, c´era anche Ciccimarra che li conosco,
quella l più alta in grado non so chi era, comunque ce n´erano altri...
ah c´era Gratteri, c´era il dottor Gratteri... loro hanno disposto il
servizio, noi abbiamo fatto manovalanza...».
All1 1.23 Lorenzo Murgolo alto funzionario della questura di Bologna,
indagato e poi prosciolto, si infuria con il 113 perché non arriva un
pullman per il trasferimento dei "prigionieri" arrestati: «Sono il dottor
Murgolo porca... perché non rispondete porca.. è tutt´oggi che non
rispondete a sto ca... di 113.. ».
Cinque minuti dopo è ancora lui, in sottofondo si sente la gente che urla
"assassini assassini". L´operatrice del 113 è in difficolt di fronte alla
rabbia di Murgolo e chiama un funzionario ma la musica non cambia: «Ma
porca... ma mi volete dire dov´è ‘sto pullman..». 113: «La navetta è sul
posto...». M: «Mah.. io non la vedo».
Alle 2.07 Mario Viola funzionario collaboratore di Roberto Sgalla capo
ufficio stampa del capo della polizia chiama ripetutamente il 113 per
avere una volante che li riporti indietro perché tutti i mezzi sono
partiti "scordando" i due dirigenti. Alle 2.44 richiama e dice che è stato
accompagnato dal capo della mobile «perché se aspettavamo una volante
stavamo ancora lì».
Mentre attendono di essere collegati dal centralino Viola parla con dei
colleghi: «Che ha detto?... ha detto che non è stata proprio una bella
cosa quella che abbiamo fatto» e un altro ribatte «che se ne andasse a
fan... ».
Alle 3.05 Vincenzo Canterini («...sai che non connetto più io..
dissociato.. davvero so dissociato...») capo della celere romana parla con
un suo attuale coimputato, Spartaco Mortola, ex dirigente Digos di Genova
che agli agenti nel suo ufficio dice: «Oh ragazzi le molotov non
lasciatemele qui...». Sono le due bottiglie che, scoprir la procura,
furono introdotte nella Diaz dagli stessi poliziotti.

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