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01.11.04

L'occhio del ragazzo del G8

MILANO - L'occhio del ragazzo e' diventato un simbolo delle violenze del G8
di Genova. Gonfio, enorme, innaturale. Il filmato del pestaggio venne
trasmesso dal Tg5 della sera di quel 21 luglio 2001, e poi ripreso dalla
Cnn, la fotografia dell'allora sedicenne Marco Mattana che urla e sanguina
venne pubblicata sulle prime pagine dei giornali italiani ed
internazionali. A conciargli la faccia in quel modo - e' stato stabilito
dai giudici - fu l'agente Giuseppe De Rosa, originario di Catanzaro, in
forza alla questura di Milano, con una manganellata. Tre anni e tre mesi
dopo quel pomeriggio di follia, De Rosa e' il primo poliziotto ad essere
condannato per gli abusi commessi dalle forze dell'ordine in quei giorni.
Ieri mattina, ha chiesto il rito abbreviato, unico tra i sette agenti
indagati per le violenze avvenute in strada nei confronti dei quali la
Procura di Genova ha chiesto il rinvio a giudizio. La sentenza e' stata
pesante. Venti mesi per lesioni aggravate in concorso con ignoti, una pena
che ricalca esattamente la richiesta fatta dai magistrati.
Il processo riguarda proprio quell'episodio. Il pestaggio avvenuto in via
Barabino alle 15.30 del 21 luglio 2001, mentre in tutta la città erano in
corso i violentissimi scontri tra le forze dell'ordine e i black bloc,
durante la manifestazione di chiusura del G8. Mattana era stato pestato a
sangue mentre con altri sei no global passava nei pressi della questura,
ben lontano dal corteo e dalla battaglia. Non vi fu nessuna provocazione
nei confronti degli agenti, hanno stabilito i giudici del Tribunale dei
minori che hanno assolto Mattana. L'aggressione fu violentissima, e venne
documentata dalle telecamere di Canale 5, compresa l'immagine del vicecapo
della Digos Alessandro Perugini che rifila un calcio in faccia al ragazzo.
All'inizio furono i sette manifestanti ad essere indagati. Mattana e' stato
prosciolto in primo e secondo grado, per gli altri e' stata accolta la
richiesta di archiviazione fatta dai pm. Poi e' toccata agli agenti, alcuni
dei quali non sono stati identificati. Ma per altri, i filmati delle
televisioni parlavano chiaro.
Fino a ieri, la situazione dei processi genovesi per le due giornate del
G8 era questa. Trentanove poliziotti sono indagati per le violenze
avvenute nella caserma di Bolzaneto (udienza preliminare a gennaio),
nellâ??inchiesta sui pestaggi e i falsi avvenuti durante lâ??irruzione alla
scuola Diaz è stato chiesto il processo per 28 tra agenti e funzionari (si
saprà a dicembre). Dallâ??altra parte, sono stati condannati una decina di
manifestanti per resistenza a pubblico ufficiale (pene fino a un anno e
mezzo), è in corso il processo che vede sotto accusa 25 persone per
devastazione e saccheggio. Sono quelle che rischiano di più, da un minimo
di 8 fino a 15 anni di carcere.
Oltre allâ??evento «statistico» del primo poliziotto condannato, lâ??udienza
preliminare si è conclusa con il rinvio a giudizio di altri cinque
poliziotti (processo il 9 febbraio), tra i quali lo stesso Perugini. Câ??è
stato anche un proscioglimento «per non aver commesso il fatto». Spartaco
Mortola, allâ??epoca capo della Digos di Genova e oggi questore aggiunto ad
Alessandria, era accusato di abuso dâ??ufficio, falso ideologico e calunnia
per lâ??arresto dei manifestanti di via Barabino. Il funzionario è uscito
dallâ??aula esultando. «Uno a zero», ha detto, agitando le braccia come dopo
un gol. Eâ?? imputato di falso e calunnia anche per lâ??irruzione nella scuola
Diaz. De Rosa invece non ha detto niente. Eâ?? uscito da una scala laterale
del Palazzo di Giustizia, cercando di non farsi notare.
Marco Imarisio


http://www.unionesarda.it:80/US_LAY_giornaleonline_06_NOTIZIA.asp?IDCategoria=23&IDCatGOL=365&IDNotizia=56761&Edizione=1&Pagina=4&DataPubb=20041030&Versione=Testuale
Agente condannato per il G8
Prima condanna e prima assoluzione, ieri a Genova, per le presunte
violenze di strada commesse da alcuni poliziotti durante il vertice del G8
del 2001. Ã? stato prosciolto da ogni accusa dal gup Maria Letizia
Califano, «per non aver commesso il fatto», Spartaco Mortola, all'epoca
dirigente della Digos di Genova, il quale era accusato di abuso d'ufficio,
falso ideologico e calunnia riguardo ai verbali degli arresti di sette no
global. Ã? stato invece condannato a un anno e otto mesi, con rito
abbreviato, Giuseppe De Rosa, della provincia di Catanzaro, accusato di
aver colpito al volto con il manganello Marco Mattana, allora minorenne,
giovane manifestante diventato simbolo delle presunte violenze commesse
dalle forze dell' ordine. Gli altri 5 imputati sono stati tutti rinviati a
giudizio. Il processo è stato fissato per il 9 febbraio prossimo.
Soddisfazione è stata espressa, all'uscita dell'aula, da Mortola. In
termini calcistici, con le braccia alzate, ha esclamato raggiante «Uno a
zero». Mortola infatti è anche imputato per l'irruzione nella scuola Diaz,
avvenuta la notte del 21 luglio 2001, per cui è in corso l'udienza
preliminare. Giuseppe De Rosa, invece, è uscito velocemente dal Palazzo di
Giustizia, senza fare alcun commento. Oltre alla condanna con la
condizionale, il poliziotto dovrà versare 10 mila euro a Marco Mattana,
costituitosi parte civile. I rinviati a giudizio sono: l'ex numero due
della Digos di Genova Alessandro Perugini, lo spezzino Antonio Del Giacco,
il catanese Sebastiano Pinzone, il calabrese Enzo Raschellà e Luca
Mantovani, della provincia di Rovigo. Perugini dovrà rispondere
dell'accusa di concorso in lesioni personali aggravate, insieme a Pinzone
e a De Rosa, per aver colpito con numerosi calci Mattana, provocandogli
vari traumi e ferite all'occhio e alla palpebra. In quella circostanza
finirono in manette 7 manifestanti, con l'accusa di resistenza. Mattana è
stato assolto in primo e secondo grado, mentre per gli altri è già stata
accolta la richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero.
Francesco Cardona Albini.
30/10/2004

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