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30.01.09

Repubblica: Diaz, resta a Genova il processo a De Gennaro

Repubblica Nazionale

Diaz, resta a Genova il processo a De Gennaro

La Cassazione respinge l´istanza dell´ex questore Colucci. "Inammissibile"

L´ex capo della polizia e' accusato di aver istigato i suoi a mentire sul
blitz nella scuola

MASSIMO CALANDRI

GENOVA - E' a Genova, che tutto e' accaduto. Il G8 con la sua guerriglia
urbana, le violenze nella caserma di Bolzaneto e la sciagurata irruzione
nella scuola Diaz, ormai quasi otto anni fa. Le inchieste e tre maxi
processi, le recenti sentenze di primo grado. L´indagine parallela
sull´allora capo della polizia Gianni De Gennaro, accusato di aver
istigato i suoi a mentire su alcuni particolari del blitz nell´istituto
che ospitava i no-global. E le vergognose telefonate tra i
super-poliziotti, che si facevano i complimenti per aver «tirato una bella
botta in testa» al magistrato che indagava su di loro. Qui tutto è
accaduto e qui il cerchio deve chiudersi: così ha deciso ieri la
Cassazione, bocciando il ricorso alla Cirami di chi voleva spostare a
Torino il processo De Gennaro.
Alla Suprema Corte si era rivolto nel novembre passato il prefetto
Francesco Colucci, che nel luglio 2001 era il questore del capoluogo
ligure e che secondo la procura avrebbe testimoniato il falso,
«aggiustando» i suoi ricordi e di fatto scagionando il suo vecchio capo.
Attraverso l´avvocato Maurizio Mascia, il prefetto aveva sollevato un
inquietante interrogativo: l´ambiente genovese è «inquinato» da polemiche
e cattiva informazione, potrà il giudice decidere in maniera «serena» e
«libera» di un argomento così delicato? Il legale faceva riferimento alle
grida echeggiate in tribunale il 13 novembre scorso («Vergogna!»), dopo la
assoluzione di 16 dei 29 imputati, in particolare di tutti i
super-poliziotti. Nel respingere l´istanza, la settima sezione penale
della Cassazione ha definito «inammissibile» la richiesta, condannando
Colucci ad un´ammenda di duemila euro. A Genova ci sono tutte le
condizioni per giudicare nel migliore dei modi, ha ribadito la Corte: il
processo a Gianni De Gennaro, oggi direttore del Dipartimento delle
informazioni sulla sicurezza, a Francesco Colucci e all´allora dirigente
della Digos, Spartaco Mortola, attuale questore vicario di Torino, può
riprendere quanto prima. Mascia ha tuttavia annunciato un ricorso alla
Corte europea dei diritti dell´uomo. «Il provvedimento della Cassazione è
preceduto dalla palese indecisione circa la sezione che doveva
pronunciarsi», spiega. L´aria all´ombra della Lanterna resta «viziata» da
«una grave situazione di carattere extraprocessuale». Per il legale, «la
vicenda rivestiva un interesse anche per il cittadino comune, curioso di
sapere se si possa oltraggiare e minacciare un tribunale dello Stato
mentre pronuncia una sentenza equa, ma sgradita, e soprattutto se ciò
possa accadere senza che nessuno obietti niente in proposito». Mascia ha
ironizzato, sostenendo che «il vizio consiste probabilmente nella
consuetudine ormai di leggere la Costituzione solo a pezzi, trascurando
che il diritto al giusto processo prevede che il giudice del merito debba
poter esprimere la propria terzietĂ senza condizionamenti, meno che meno
quelli causati dalla violenza verbale generalizzata, per di piu'
amplificata dai mezzi di comunicazione».
I pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini accusano Colucci di falsa
testimonianza, De Gennaro di aver istigato l´ex questore a mentire e
Mortola - imputato nel processo Diaz, assolto in primo grado - di aver
«rinfrescato» la memoria di un testimone alla vigilia dell´interrogatorio
in aula. Prima dell´inizio vero e proprio del dibattimento è atteso il
deposito della motivazione sul processo Diaz.

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