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06.07.07

Repubblica "Magistrati fiancheggiatori dei no global"

Repubblica (nazionale)

"Magistrati fiancheggiatori dei no global"

I dossier Sismi sulla guerra in Iraq: saldatura tra Md e gli antagonisti

i documenti

Accuse gravissime in occasione del congresso di Magistratura democratica
"La vicinanza tra giudici e no war porterebbe a non applicare i codici"
Dopo la svolta a sinistra dell´Anm: si istiga avversione contro il governo
Berlusconi

CARLO BONINI

ROMA - Nel gennaio del 2003, le quattro giornate del quattordicesimo
congresso nazionale di Magistratura Democratica a Roma inquietano il
Sismi. Ne mettono in movimento le "teste". Mancano due mesi a un
intervento militare in Iraq che il mondo intero sa ormai imminente
(l´invasione scatterà la notte del 20 marzo). Il Servizio insegue l´ombra
del "nemico politico interno", nella sua declinazione "pacifista" e
"disfattista", perché se ne possano anticipare le mosse prima dello
scoppio delle ostilità . Il lavoro del Sismi è occhiuto, pedante, e
l´obiettivo torna ad essere, ossessivamente, lo stesso: la magistratura
associata nelle sue articolazioni di sinistra. Il congresso di Md è dunque
un ghiotto appuntamento (come del resto lo sono state nel tempo persino il
lavoro e i convegni sull´"Iraq" di rispettate fondazioni come l´Aspen,
trasformato - lo abbiamo visto appena ieri - da esclusivo think-tank, che
ha avuto e ha tra i suoi soci Ciampi, Napolitano, Prodi, Amato, Tremonti,
in pericoloso centro di cospirazione).

LA STRATEGIA "CORPORATIVA" CONTRO LA GUERRA

Nell´archivio di via Nazionale, un fitto appunto di cinque pagine
documenta l´ascolto delle giornate congressuali e le conclusioni
dell´istruttoria di Forte Braschi. E´ un testo tanto poliziesco nella
prosa, quanto rozzo nell´elaborazione. A cominciare dall´epigrafe che, se
non se ne conoscesse la paternità (il Sismi), ricorderebbe
linguisticamente certe risoluzioni delle formazioni armate degli anni di
piombo. Si legge: «Oggetto: la strategia politica, sociale e corporativa
del movimento internazionale dei magistrati e dei "giuristi" militanti e
l´occasione rappresentata dalla crisi irachena». L´incipit del documento,
del resto, più che rappresentarne la premessa ne prospetta già la
conclusione. «Ambiti altamente accreditati hanno informato su come
l´attuale crisi irachena avrebbe impresso una oggettiva accelerazione a
quella strategia politica, sociale e corporativa, di contrasto alla
globalizzazione capitalistica e alla violenza neoimperialista,
verosimilmente riconducibile al movimento dei magistrati e "giuristi"
militanti. Il tutto nell´ottica di una rifondazione complessiva del
sistema di sviluppo mondiale, regolato da norme giuridiche ispirate a una
"democrazia sostanziale" che dovrebbe essere garantita dalla primazìa
esercitata, nei confronti di tutti gli altri poteri, da ben "orientati"
Organismi giurisdizionali sovranazionali».

CINQUE GIUDICI
"PERICOLOSAMENTE" PACIFISTI

Maneggiando con rozzezza i materiali del congresso di Md, l´addetto del
Sismi che lavora l´appunto illumina ciò che, ai suoi occhi, appare
l´inconfutabile prova della "saldatura" tra il "fronte antimperialista"
contrario all´intervento in Iraq e quello dei "giuristi democratici".
Leggiamo: «Il Congresso ha pienamente accolto la proposta lanciata da
Medel (Associazione di magistrati e giuristi europei ndr.) attraverso il
giudice belga Marie-Anne Swartenbroeckx, che provvede a diffondere
l´appello "La guerra è illegale!". L´iniziativa è stata prontamente
accolta e condivisa dai partecipanti al Congresso (tra cui Sergio
Cofferati e Paolo Serventi Longhi), come dimostrato dalla "Mozione sulla
pace e la guerra", sottoscritta da Ignazio Patrone (magistrato e
presidente di Medel), Franco Ippolito e Giuseppe Cascini (…). Alla citata
mozione fa eco la relazione svolta dal segretario generale di Md, Claudio
Castelli, nella parte dedicata a "Il diritto e la forza". Egli, dopo aver
premesso che "il tema della guerra e della pace riassume in sé sia la
crisi del diritto internazionale classico (e perciò dell´Onu), sia le
difficoltà di costruire un nuovo sistema di relazioni internazionali
fondato sul "diritto", addita gli Usa come i reali responsabili di quanto
sta avvenendo a livello planetario».

LE ACCUSE RIVOLTE
AI MAGISTRATI

L´intossicata analisi del Servizio si deposita nelle sue conclusioni. In
una stantia accusa di "collateralismo", che propone un sillogismo anni
‘70: ieri fiancheggiatori dello spontaneismo armato di sinistra, oggi dei
"no-global no war". «Sulla base di quanto sin qui esposto, troverebbe
conferma l´esistenza di un substrato programmatico comune tra le istanze
politiche del movimento antagonista occidentale e quelle
politico-corporative espresse dalla rete internazionale dei magistrati e
dei giuristi militanti. L´aspetto più delicato di una simile commistione
atterrebbe, aldilà degli obiettivi di contrapposizione dell´Impero
occidentale, nella "tolleranza" e mancata applicazione dei dispositivi di
legge, da parte di determinati soggetti istituzionali, a favore di
organizzazioni e di individui penalmente perseguibili».

LA DERIVA DELL´ANM
E IL RISCHIO APPARATI

Quattro mesi dopo il congresso di Md, in maggio, ancora un appunto. Questa
volta sulle «elezioni per il rinnovo del Comitato direttivo centrale
dell´Associazione nazionale magistrati». Per il Sismi la deriva
dell´Associazione «a sinistra» si è compiuta. Ora c´è da attendersi il
peggio. Scrive il Servizio: «Un delicatissimo aspetto atterrebbe a una
operazione, verosimilmente facente capo a specifici settori della
magistratura e non solo, di chiamata a raccolta di quegli elementi,
appartenenti agli organi di polizia giudiziaria, ritenuti "vicini"
professionalmente (operando presso Procure e Tribunali) e politicamente,
al fine di orientarne, in questo frangente, le prese di posizione. Tale
presunta iniziativa avrebbe contribuito non poco a far crescere, in parte
del personale di certi corpi di Polizia, un forte sentimento di avversione
contro l´Esecutivo in carica, che si starebbe manifestando, in maniera più
o meno larvata, in diverse realtà territoriali».

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