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14.11.07

repubblica Oggi incontro al Pergola, sabato tutti a Genova

Repubblica

Oggi incontro al Pergola, sabato tutti a Genova

Il tam tam degli antagonisti "Vogliono negarci la piazza"

Il padre di un imputato "L´accusa a mio figlio? Una foto che lo ritrae
vicino all´ambulanza"

SANDRO DE RICCARDIS

Parte dai blog della galassia antagonista la mobilitazione contro la
sentenza di appello per i disordini di Buenos Aires. Primo appuntamento,
stasera alle 21 al centro sociale Pergola. «Devastano le nostre vite e
saccheggiano il nostro futuro» è il titolo dell´appello, che prende di
mira proprio le condanne per devastazione e saccheggio. «Un chiaro
messaggio a tutti coloro che si erano illusi della possibilit , a due anni
dai fatti, di una derubricazione del capo d´imputazione - si legge nella
lettera - . La linea tenuta dalla magistratura conferma la volont di
colpire duramente, attraverso l´utilizzo del concorso morale in
devastazione e saccheggio, le manifestazioni di dissenso e scontro di
piazza. Così sar d´ora in avanti. Un processo fin dall´inizio politico».
Per questo «viene immediato il collegamento con il processo per i fatti di
Genova 2001» e la protesta avr un´unica destinazione: ancora Genova,
sabato prossimo, in contemporanea con la chiusura del dibattimento del
processo ai no-global del G8, «una mobilitazione di massa per
riappropriarci della nostra memoria e del senso di quei giorni che dopo
sei anni rimangono vivi». Partenza prevista alle 11, dalla stazione
Centrale. «Purtroppo - denuncia uno degli "antagonisti" milanesi - ci sono
problemi per i treni speciali. Ci sono trattative che non vanno a buon
fine. Un problema grosso, perché da Milano passano i compagni di Padova e
Bologna, e così bloccare le partenze dalla Centrale significa paralizzare
mezzo nord». Nel capoluogo ligure ci saranno anche i militanti dei Carc, i
"Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo". Uno dei suoi
leader, Valter Ferrarato, membro della direzione nazionale, è tra i
condannati. «La cosa più grave è il concorso morale in devastazione e
saccheggio - dice anche lui - utilizzato per scongiurare le mobilitazioni
di piazza contro l´avanzata del fascismo e lo spostamento a destra di
questo governo, come dimostrano le iniziative contro i rom. Assistiamo a
un fiancheggiamento della magistratura al nuovo fascismo. Continueremo le
nostre battaglie per difendere l´agibilit politica delle masse. Non
staremo a piangerci addosso». E mentre la difesa dei 16 imputati annuncia
ricorso in Cassazione, le famiglie ribadiscono l´estraneit dei loro
congiunti agli episodi di violenza dell´11 marzo 2006. «L´unico filmato
che mostra mio figlio - racconta il padre di A. P., un altro dei
condannati - lo ritrae mentre fa passare un´ambulanza in viale Regina
Margherita. Quindi era ben lontano da corso Buenos Aires. Una decisione
incomprensibile quella dei giudici». E «sconvolto» si dice Dario Fo. «Ho
visto le foto in base alle quali i ragazzi sono stati giudicati - dice il
premio Nobel - . Li mostrano che camminano tra la folla, mai con pietre o
bastoni. Non c´è un gesto di violenza o di vandalismo. Chi ha appiccato il
fuoco alle auto o distrutto le vetrine non c´è. Hanno sparato nel mucchio.
Hanno inventato dei colpevoli, il guaio è che si tratta di persone in
carne e ossa».

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